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document.write ('L’ingiustizia pu&ograve; essere relativamente facile da sopportare: una serie di ingiustizie vengono quotidianamente tollerate senza sforzo apparente, probabilmente a motivo del fatto che si intravede in esse un interesse, o perch&eacute; attraverso di esse si pu&ograve; evitare una fatica o un sacrificio in pi&ugrave;, oppure perch&eacute; si rimane allettati da qualche genere di convenienza; poi, per&ograve;, ci si abitua e si finisce col diventare insensibili al richiamo originario della giustizia. Di per s&eacute; quello della giustizia &egrave; un «terreno bruciante» che non accetta sotterfugi o doppiezze, che non sopporta compromessi o ipocrisie, che non tollera la menzogna; il suo &egrave; un richiamo pressante che interroga ognuno; eppure, per quanto sia un appello incandescente, pu&ograve; essere disatteso, ignorato e, col tempo, pu&ograve; perfino apparire marginale, trascurabile, insignificante.  La giustizia di cui parliamo &egrave; innanzitutto (...)<div></b>');

