L’eccessiva piovosità di ottobre e novembre ha ritardato la raccolta del mais da granella, ma l’andamento delle produzioni è rimasto nella norma. Stazionario il prezzo del latte, mentre l’effetto “mucca pazza” sta penalizzando la vendita di carne bovina. Per quanto riguarda in particolare l’allevamento, le associazioni di categoria sono assai preoccupate per il prossimo futuro, in quanto, a loro giudizio, il recepimento dei regolamenti comunitari da parte della Regione Veneto penalizza gli allevamenti di montagna (che non godranno più di priorità) e riduce drasticamente gli aiuti per le misure agroambientali.
INDUSTRIA - I dati evidenziano, anche per il terzo trimestre del 2000, la fase di crescita del settore manifatturiero, con la sola eccezione del legno-mobilio. La buona salute dell’industria bellunese è attestata da tutti gli indicatori. La produzione è aumentata, rispetto al terzo trimestre del ‘99, dell’8,9%, ben 4 punti percentuali rispetto alla media regionale. Anche il grado di utilizzazione degli impianti è superiore rispetto al dato veneto (81,6% contro l’80,9). Note positive per il totale degli ordinativi (+5,2% rispetto a un anno fa) per l’occupazione (+1,6%) e per le vendite all’estero (+3%, anche se c’è un rallentamento rispetto al 1999).
ARTIGIANATO - Buon andamento dell’artigianato provinciale nel secondo semestre 2000, pur con qualche segnale di rallentamento in chiusura d’anno. Alla persistente mancanza di manodopera specializzata si sta affiancando anche una certa carenza di manodopera comune; in meccanica e in edilizia si è ricorsi con frequenza all’assunzione di lavoratori extracomunitari. Trend positivo anche negli investimenti, mentre cresce il numero di aziende che hanno deciso di seguire il percorso della qualità e della certificazione.
COMMERCIO - L’aumento considerevole della grande distribuzione anche in provincia di Belluno rappresenta un problema per i piccoli esercizi commerciali, che risultano in sofferenza. La tendenza è purtroppo generale, e le prospettive sono di una contrazione.
TURISMO - Il turismo bellunese ha confermato, anche nella seconda parte dell’anno, un andamento “a macchia di leopardo”, con esiti soddisfacenti nelle zone come la conca cortinese, l’Agordino e lo Zoldano, la cui offerta ai turisti è più ricca e diversificata e che hanno investito di più nella promozione. Segnali di crisi, invece, in Cadore, Comelico e nelle zone meno dotate di infrastrutture.
Secondo gli operatori la ricettività alberghiera ha tenuto piuttosto bene, mentre si registrano dolenti note sia per i rifugi alpini che per l’extralberghiero, un settore, quest’ultimo, che attualmente risulta in fase di assestamento, anche normativo.
EDILIZIA - Per l’edilizia privata i dati a disposizione permettono di fare un bilancio soddisfacente, soprattutto a proposito dei fabbricati residenziali, anche se l’aumento dei progetti e dei volumi non è ancora quantificabile.
Per quanto riguarda i lavori pubblici, il 2000 è andato molto bene con l’aumento, rispetto all’anno precedente, del 39% degli importi delle gare d’appalto e del 38% dell’importo medio per gara, mentre l’occupazione nel settore appare stabile, con qualche leggero incremento.