La relazione sulla congiuntura economica in provincia
«Archiviamo un buon 2000»
Il presidente della Camera di Commercio, Paolo Terribile, si è detto ottimista anche per il 2001. Davvero marcata la ripresa dell’occhialeria

     Venerdì scorso il presidente della Camera di commercio industria e artigianato Paolo Terribile (nella foto con i suoi collaboratori) ha presentato la relazione sulla congiuntura economica in provincia di Belluno riferita al primo semestre del 2000, anticipando alcune informazioni sull’andamento del secondo trimestre.
     «Archiviamo un buon 2000», ha detto Terribile prima di offrire un esame sommario dell’andamento dei vari comparti economici, «e dunque si guarda con ottimismo ai primi sei mesi del 2001». Il Presidente ha sottolineato, in particolare, la ripresa «veramente marcata» dell’occhialeria rispetto al 1999, «anche se i problemi non sono spariti: gli asiatici continuano a produrre con costi pari a un terzo dei nostri». La componente della manodopera, ha spiegato Terribile, è importante e ineliminabile nella fabbricazione degli occhiali, per questo il problema della concorrenza con i Paesi in cui gli stipendi costano poco resta rilevante.
     La vera accelerazione, nel 2001, è prevista nel settore del “freddo industriale” e più in generale nei settori elettromeccanico e metalmeccanico. I fabbricanti di grandi impianti di refrigerazione si avvantaggiano dell’espansione mondiale della grande distribuzione e del turismo, che in Italia cresce del 7% all’anno.
     Già, il turismo. Terribile ha evidenziato che il cambiamento in atto è radicale, e in montagna ne risente soprattutto l’offerta estiva: il turismo si è fatto erratico, il “villeggiante” degli anni passati va scomparendo, il nuovo turista si ferma qualche giorno e poi riparte per cambiare località, anche se si trova bene. E’ cambiata anche la concorrenza: Falcade non fa più concorrenza a Moena ma al “pacchetto” che l’agenzia di viaggi riesce a offrire per una vacanza a Santo Domingo o a Cuba.
     Eppure la grande richiesta di manodopera, con un tasso di disoccupazione sotto il 4%, è un buon segno. La domanda si fa anche assillante in certi settori, tanto che si porrà sempre più seriamente il problema dell’immigrazione, con tutte le questioni correlate. Terribile ne ha evidenziate due: il fatto che il mondo produttivo bellunese richiede manodopera qualificata («da noi la manovalanza semplice, quella che può servire a una conceria, non è richiesta») e il problema dell’integrazione, non sempre facile quando l’incontro è fra culture molto diverse («e dove la religione comanda sulla politica», ha detto Terribile esprimendo un’opinione personale, «gli immigrati sono più difficilmente integrabili»).
     AGRICOLTURA - L’eccessiva piovosità di ottobre e novembre ha ritardato la raccolta del mais da granella, ma l’andamento delle produzioni è rimasto nella norma. Stazionario il prezzo del latte, mentre l’effetto “mucca pazza” sta penalizzando la vendita di carne bovina. Per quanto riguarda in particolare l’allevamento, le associazioni di categoria sono assai preoccupate per il prossimo futuro, in quanto, a loro giudizio, il recepimento dei regolamenti comunitari da parte della Regione Veneto penalizza gli allevamenti di montagna (che non godranno più di priorità) e riduce drasticamente gli aiuti per le misure agroambientali.
      INDUSTRIA - I dati evidenziano, anche per il terzo trimestre del 2000, la fase di crescita del settore manifatturiero, con la sola eccezione del legno-mobilio. La buona salute dell’industria bellunese è attestata da tutti gli indicatori. La produzione è aumentata, rispetto al terzo trimestre del ‘99, dell’8,9%, ben 4 punti percentuali rispetto alla media regionale. Anche il grado di utilizzazione degli impianti è superiore rispetto al dato veneto (81,6% contro l’80,9). Note positive per il totale degli ordinativi (+5,2% rispetto a un anno fa) per l’occupazione (+1,6%) e per le vendite all’estero (+3%, anche se c’è un rallentamento rispetto al 1999).
      ARTIGIANATO - Buon andamento dell’artigianato provinciale nel secondo semestre 2000, pur con qualche segnale di rallentamento in chiusura d’anno. Alla persistente mancanza di manodopera specializzata si sta affiancando anche una certa carenza di manodopera comune; in meccanica e in edilizia si è ricorsi con frequenza all’assunzione di lavoratori extracomunitari. Trend positivo anche negli investimenti, mentre cresce il numero di aziende che hanno deciso di seguire il percorso della qualità e della certificazione.
      COMMERCIO - L’aumento considerevole della grande distribuzione anche in provincia di Belluno rappresenta un problema per i piccoli esercizi commerciali, che risultano in sofferenza. La tendenza è purtroppo generale, e le prospettive sono di una contrazione.
      TURISMO - Il turismo bellunese ha confermato, anche nella seconda parte dell’anno, un andamento “a macchia di leopardo”, con esiti soddisfacenti nelle zone come la conca cortinese, l’Agordino e lo Zoldano, la cui offerta ai turisti è più ricca e diversificata e che hanno investito di più nella promozione. Segnali di crisi, invece, in Cadore, Comelico e nelle zone meno dotate di infrastrutture.
     Secondo gli operatori la ricettività alberghiera ha tenuto piuttosto bene, mentre si registrano dolenti note sia per i rifugi alpini che per l’extralberghiero, un settore, quest’ultimo, che attualmente risulta in fase di assestamento, anche normativo.
      EDILIZIA - Per l’edilizia privata i dati a disposizione permettono di fare un bilancio soddisfacente, soprattutto a proposito dei fabbricati residenziali, anche se l’aumento dei progetti e dei volumi non è ancora quantificabile.
     Per quanto riguarda i lavori pubblici, il 2000 è andato molto bene con l’aumento, rispetto all’anno precedente, del 39% degli importi delle gare d’appalto e del 38% dell’importo medio per gara, mentre l’occupazione nel settore appare stabile, con qualche leggero incremento.
(5.1.2001)