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Durante la Messa del 30 dicembre in un duomo gremitissimoLa commozione dei FeltriniIl saluto a monsignor Pietro Brollo: ricordi, speranze, sollecitazioni affettuose
Il saluto del vescovo Pietro Brollo alla concattedrale di Feltre ed ai fedeli feltrini sabato 30 dicembre scorso (nella foto) sarà difficilmente dimenticato dalla città. Il Presule, durante la concelebrazione eucaristica, che chiudeva l’anno giubilare, ha usato espressioni di grande simpatia verso i fedeli feltrini, ammettendo di aver avuto nei loro confronti un occhio di riguardo, pensando al dolore che avevano provato in seguito alla soppressione della loro antica diocesi fusa con quella di Belluno. Come quando era arrivato parroco a Gemona dopo la tragedia del terremoto che vi aveva fatto 400 vittime, monsignor Brollo ha detto di aver cercato di capire quello che non aveva potuto provare di persona.
Ha quindi esortato i Feltrini a valorizzare il loro grande senso di identità non per sterili polemiche con altri, ma per portare avanti sempre nuove iniziative al servizio della pastorale. A questo proposito, ha auspicato che il neonato Centro di Pastorale Giovanile diventi punto di riferimento per la gioventù e che venga presto completato il padiglione per sacerdoti anziani non autosufficienti di casa P. Kolbe di Pedavena.Quanto al clero ed ai religiosi, il Vescovo ha avuto parole di elogio, auspicando anche che venga scongiurata la partenza da Feltre dei frati francescani.Il decano del capitolo monsignor Giulio Perotto e il sindaco Gianvittore Vaccari, prendendo la parola alla fine della messa, hanno voluto esprimere al Vescovo tutta la riconoscenza dei Feltrini per il suo prezioso servizio pastorale, mettendo in luce le grandi doti umane del Presule, senza tacere la sofferenza provocata in tutti dall’inopinato suo trasferimento.Al Vescovo è andato anche il sincero augurio di un fecondo apostolato nella nuova prestigiosa sede di Udine.Alla cerimonia hanno partecipato una quarantina di sacerdoti e religiosi, oltre a qualche centinaio di fedeli che gremivano il duomo come nelle grandi occasioni. Molti di essi hanno voluto stringere personalmente la mano al Vescovo e più d’uno non nascondeva la propria commozione per un distacco sentito come un impoverimento ulteriore.
Nella concattedrale di FeltreComunione a tutto campoLa celebrazione di saluto al Vescovo ha voluto esprimere l’intesa e l’unità sempre cercate
Ma i Feltrini sono davvero tiepidi e freddi?
Non sembra, almeno a giudicare il loro atteggiamento in occasione della cerimonia di congedo del vescovo Pietro Brollo dalla comunità dei fedeli, che si è svolta sabato 30 dicembre nella concattedrale di Feltre (nella foto).Un primo applauso lo hanno riservato al Presule al termine del suo discorso di addio. E pensare che non è stato del tutto tenero nei loro confronti: li ha “rimproverati”, sia pure benevolmente, di essere poco uniti e di attardarsi in polemiche. Ma nello stesso tempo li ha sollecitati ricordando un loro pregio, la forza della loro identità, il richiamo a comuni radici che può essere fonte di sviluppo e di crescita.Ma c’è stato un altro accenno che ha fatto piacere ai presenti: l’augurio che la Comunità dei Frati francescani, così cara a tutti, possa rimanere a Feltre, se non proprio nella parrocchia del Sacro Cuore. Segno che la testimonianza di affetto e di stima espressa in questi mesi dai Feltrini non è passata inosservata.Un secondo applauso è scoppiato spontaneo nel momento in cui, finita la cerimonia, mons. Pietro Brollo è uscito per l’ultima volta dalla concattedrale. Un applauso che ricordava quello ricevuto il 10 marzo 1996 quando fece il suo ingresso ufficiale nel duomo e nella Diocesi di Belluno-Feltre.Qualcuno fra i fedeli presenti non è riuscito a trattenere le lacrime e a nascondere la propria emozione: era consapevole che quel giorno si chiudeva un’esperienza religiosa, segnata dal desiderio e dalla volontà di comunione e di unità, che ha caratterizzato il cammino dei laici, dei sacerdoti e del Vescovo fin dal marzo 1996.Alla cerimonia di addio del Vescovo erano presenti autorità civili e militari, a cominciare da Loris Scopel, presidente della Comunità montana feltrina, e da Gianvittore Vaccari, sindaco della città di Feltre.Una presenza che ha avuto un preciso significato: quello del rispetto nei confronti di un’autorità religiosa, anch’essa impegnata per il bene della comunità.Un segno dei buoni rapporti con le autorità civili che hanno accompagnato la “politica” del vescovo Pietro Brollo, attento non solo alla cura delle anime, ma anche alle istanze che sovente si sono levate dal cuore della società.Gabriele Turrin