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Edizione settimanale on line n. 19 del 07 marzo 2010



La sede legale sarà a Belluno, nella sede della Provincia, quella operativa invece...

Questionario ai Comuni per trovare
la prima sede della Fondazione Unesco

 

Dolomiti Patrimonio dell'Umanità  A breve partiranno le lettere per gli oltre 40 Comuni della provincia di Belluno toccati dai siti dolomitici riconosciuti dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Lo ha annunciato nei giorni scorsi l’assessore provinciale Matteo Toscani spiegando che la lettera conterrà una sorta di questionario per capire quale Comune possa offrire la soluzione migliore per ospitare la sede operativa della Fondazione Unesco che dovrebbe nascere ufficialmente proprio a Belluno, davanti al notaio, entro questo mese di marzo se Pordenone e Udine riusciranno a completare l’iter burocratico che attualmente le vede un po’ in ritardo rispetto alle province di Trento, Bolzano e Belluno. La sede legale della Fondazione - ha spiegato Toscani - sarà a Belluno in modo permanente, quella operativa invece sarà ospitata a turno, per tre anni, dalle cinque Province coinvolte, a partire da Belluno. Questa sede, che ospiterà il segretario generale della Fondazione (così viene indicato il direttore) e un paio di addetti certamente non troverà posto nella sede della Provincia di Belluno, ma in uno degli oltre 40 Comuni che hanno porzioni di territorio “Dolomiti Unesco”. Quale Comune?
    Toscani, che giudica positivo il fatto che molti si siano proposti, assicura che tutti partiranno sulla stessa linea (Comune capoluogo compreso) e cura della Provincia sarà quella di cercare di concertare la scelta per quanto possibile. In ogni caso verrà valutata la sede che ogni Comune “pretendente” potrà mettere a disposizione e anche eventuali altre risorse (finaziarie, di personale...) che l’ente locale sarà in grado di offrire.
   Tra le condizioni che saranno tenute presenti per la scelta, anche la possbilità di garantire un’operatività immediata alla Fondazione per evitare che il primo triennio a guida bellunese finisca con l’essere troppo assorbito dai lavori di sistemazione della sede. Per quanto riguarda poi i criteri di gestione delle Dolomiti Unesco, Toscani ha fatto presente che l’orientamente attuale è quello di delegare ad ogni Provincia un aspetto: la definizione dei piani di gestione, del marketing ecc. Per quanto riguarda la Provincia di Belluno - ha sottolineato Toscani - certamente rivendicheremo un ruolo da protagonisti dal momento che sono bellunesi oltre il 70 per cento delle Dolomiti e il 40 per cento dei siti di rilievo. La fiducia di Toscani di riuscire a cogliere un buon risultato si basa anche sulla convinzione che in questi mesi sono già stati raggiunti buoni risultati, grazie a un proficuo dialogo con la Regione (che tra l’altro ha fruttato oltre 1 milione e 300 mila euro di contributi) e con tante realtà locali. Dai Comuni, che hanno molto apprezzato di ricevere la cartografia precisa dei siti Unesco, al Cai, a livello nazionale e anche locale (anche se ancora non sono state incontrate tutte le Sezioni della provincia).
   Senza dimenticare il dialogo con la Fondazione Angelini. Da rimarcare, secondo Toscani, anche la decisione di creare in Provincia un apposito gruppo interdisciplinare per seguire la questione, gruppo che sarà coordinato da Gabriella Faoro, dirigente del settore Sviluppo economico. Soddisfatto di quanto si è fatto finora si è detto anche Renzo Minella, presidente di Dolomiti Turismo.
   Tra le varie iniziative intraprese a sostegno delle Dolomiti Unesco ha ricordato gli incontri autunnali sul territorio con gli esperti che hanno spiegato le qualità e i pregi dei siti riconosciuti patrimonio dell’umanità. La maxi-proiezione in dicembre delle vette dolomitiche in centro a Milano. La presentazione in febbraio alla Bit di Milano dei siti Unesco anche tramite uno stampato di 16 pagine (presto esaurito) e di una locandina distribuita in città. La prossima pubblicazione da parte del Touring di un servizio speciale sulle Dolomiti Unesco.

(07.03.2010)