CINEMA - “Il segreto dei suoi occhi” premiato come miglior film straniero
Un Oscar per Ricardo Da Rin Polenton
L’attore argentino è di origini cadorine, come molti altri del cast latinoamericano
È una piccola soddisfazione, ma di questi tempi il cinema italiano deve per forza accontentarsi. Nella notte degli Oscar 2010, con il nostro Tornatore e il suo Baariagià fuori gioco per l’esclusione anticipata, la consolazione viene da Ricardo Darìn e dalle sue origini cadorine. Sì, perché come miglior film straniero è stato premiato El Secreto de Sus Ojos - Il segreto dei suoi occhi diretto da Juan José Campanella e interpretato magistralmente dal più noto degli attori argentini. Il suo volto campeggia sulla locandina del film, domina in tutti i siti web che s’occupano del film e naturalmente costituisce il pezzo forte del trailer disponibile sul sito del film www.elsecretodesusojos. com.
Quando Quentin Tarantino e Pedro Almodóvar, dopo un buffo siparietto, hanno consegnato l’Oscar al regista Juan José Campanella, tutto il cinema latino ha tirato un sospiro di sollievo per l’onore salvato.
Ma per noi italiani la soddisfazione non viene tanto dal fatto che il film sia una produzione ispano-argentina, quanto dall’importanza dell’interpretazione di Da Rìn e, particolare da non trascurare, dalla presenza nello staff di persone di origine bellunese: tra i tecnici di produzione figura Kino Da Rin, figlio dell’attore, mentre direttore della fotografia è Felix Monti, direttrice dei costumi Cecilia Monti e direttore artistico Marcelo Pont. Il film trae lo spunto dal romanzo “La pregunta de sus ojos” (La questione dei suoi occhi) dell’argentino Eduardo Sacheri.
Nella pellicola, dai marcati toni noir, i ricordi hanno un ruolo fondamentale, al punto di diventare per i protagonisti autentiche gabbie in cui rinchiudere se stessi e gli altri. Nell’Argentina di fine XX secolo, un assistente Pubblico Ministero ormai in pensione di nome Benjamin, interpretato da Ricardo Da Rin, decide di scrivere un libro sulla vicenda giudiziaria che, venticinque anni prima, sconvolse la sua vita e quella di alcune persone a lui vicine. Una donna fu trovata violentata e brutalmente uccisa nella propria casa; la giustizia corrotta dell’epoca non si interessò di chiudere il caso, lasciando un assassino in libertà e un marito ossessionato dall’idea di vendetta.
Nella ricostruzione degli eventi che sconvolsero quel periodo, Benjamin deve però fare i conti con i sensi di colpa ad essi correlati, tra cui la morte del collega Sandoval con il quale seguiva le indagini e l’amore mai dichiarato per Irene, segretaria del Pubblico Ministero, interpretata da Soledad Villamin. È senz’altro un film complesso, giocato sui temi dell’ingiustizia e dell’odio, sui ricordi lancinanti e su tante parole mai dette, ma soprattutto sull’amore profondo capace, in modo perfino ossessivo, di fermare il tempo e la vita.
La risoluzione del caso giudiziario verrà - guarda caso - da una fotografia, materializzazione per eccellenza di un ricordo, dimostrazione ancora una volta di quanto importante sia mantenere vivido nel proprio sguardo una sensazione, una luce in grado di sublimare passato, presente e futuro. Nato a Buenos Aires il 17 febbraio 1957 Ricardo Da Rin Polenton ha sangue cadorino: infatti è originario di Piniè di Vigo di Cadore, da dove suo trisnonno Francesco Antonio, assieme al figlio (suo bisnonno) Andrea, era partito alla fine dell’800.
Il bisnonno, allora trentenne, si era portato appresso i figli Francesco, Giuseppina (Josefina), Mario, Andrea (Andres) e Maria, quest’ultima nata durante il viaggio di trasferimento dal Brasile all’Argentina. Francesco ebbe poi tre figli: Jorge, Alfredo e Roberto. Jorge a sua volta ebbe Susana Beatriz, laureatasi in lingue e relazioni internazionali ed ora docente universitaria a Buenos Aires.
Andrea invece sposò Renè Roxana e furono entrambi apprezzati attori di teatro: da loro nacque Ricardo e Alessandra, anch’essi attori. Nonostante la grande notorietà, Ricardo è rimasto sempre una persona semplice e gentile con tutti, ama profondamente la propria famiglia, la moglie Florencia ed i due figli, Ricardo Jr. di 18 anni e Clarita di 15: “La mia famiglia è il mio grande trionfo” ama dire dalle pagine del “Clarin”, la rivista di spettacolo più letta in Argentina. Ora non ci resta che attendere una sua visita a Vigo e Piniè, dove siamo certi avrà l’accoglienza e il calore che merita e che la nostra gente sa sempre dare a tutti i suoi figli lontani.
Walter Musizza
Giovanni De Donà
|