
Rispetto a certi modi di divulgare le notizie
UN AIUTO A PENSARE
CAPIRE E DISCERNERE
«Il vostro parlare sia poco e dolce, poco e buono, poco e sincero, poco e amabile». Sono parole di san Francesco di Sales, il patrono dei giornalisti, alle quali ci richiamiamo, appena celebrata la sua festa, con riferimento a un sacerdote della diocesi riguardo al quale sono state diffuse notizie in forme che sono ampiamente praticate, ma non per questo sempre condivisibili. È vero che i mezzi di comunicazione hanno il diritto e il dovere di scovare e diffondere notizie, ma ci può essere modo e modo. Per il caso in questione, come per altri simili, la nostra scelta è di aspettare che la procedura di indagine giunga a termine prima di fare specificazioni e smentite: ogni parola in più può diffondere visioni fantasiose su fatti e persone. Anche la Chiesa e i sacerdoti, come tanti cittadini e famiglie che incorrono in casi incresciosi, tante volte vengono “usati” per poter ottenere uno “scoop”, per il clamore che una notizia può suscitare ed è questo che poi rimane nella mente dei più. E ciò spesso non tiene conto, oltre che della dignità delle persone, anche del fatto che quasi sempre le situazioni sono molto complesse e articolate (non per nulla sono necessarie indagini e procedure lunghe e accurate per cercare di dipanarle). Con «poche parole sincere» l’obiettivo di queste righe è quello di cercare di aiutare i lettori a pensare, a capire, a discernere, riflettendo sui tempi e sui modi di diffondere le notizie. Senza mancare di sottolineare una forte critica e disapprovazione, condivisa da molti, per i casi in cui viene compromessa, di fatto, la stima e la reputazione delle persone. E anche se poi saranno diffuse le doverose smentite, è esperienza provata che avranno poca efficacia.
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