Aver dedicato il II Convegno di quaresima al mondo giovanile, in particolare ai giovani che entrano presto nel mondo del lavoro, è stata una felice e provvidenziale intuizione. Di fronte alla complessità delle questioni c’è sempre la tentazione a ritrarsi, quasi presagendo che metterci mano significherebbe doversi sottoporre a un faticoso cambiamento. Cambiamento del giudizio, prima di tutto, poiché una realtà che non si vuole conoscere facilmente la si dà per già conosciuta e la si liquida sbrigativamente. Le due serate, volute dal Vescovo e promosse dalla Pastorale giovanile e sociale della diocesi, hanno buttato sul tappeto dati e situazioni difficili e dolorose che testimoniano il rischio di un impoverimento non tanto economico (che pure si va profilando), ma, prima ancora, umano. Per quanto con maniere garbate, a essere messo in discussione è stato un sistema globale: economico, politico, culturale, educativo, familiare e anche ecclesiale. Un sistema che penalizza il mondo giovanile e che nella nostra provincia risulta maggiormente...