Il rischio è quello dell’assuefazione. E così la notizia di una vetrina infranta da due teppisti può diventare “insignificante”. Ma l’inqualificabile mascalzonata, consumata nella tarda serata di venerdì a Belluno, ha avuto anche conseguenze tragiche. Infatti, il proprietario del negozio, avvisato dalle Forze dell’ordine e recatosi sul posto, è stato colto da malore ed è morto.
Sicuramente i due che avevano trovato divertente colpire i vetri non prevedevano una simile drammatica conclusione del loro atto vandalico. Forse si sono trovati semplicemente a sghignazzare di fronte alla vetrina e, magari per provare un’emozione “forte” o per una sfida lanciata reciprocamante, l’hanno infranta, senza alcuna altra ragione.
Ed è proprio questa banalizzazione di un gesto distruttivo che dovrebbe preoccupare. Distruggere diventa un gesto banale, scontato. Forse addirittura nemmeno si pensa al danno che si provoca. Si progetta sul momento un gesto dirompente e lo si compie, senza farsi tanti problemi. Sembra che tutta la soddisfazione stia proprio nella possibilità di compiere immediatamente un gesto danneggiatore.
Non riusciamo a immaginare che razza di soddisfazione ci sia in questo genere di atti...
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