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Una "lezione" da tenere presente
In attesa di poter capire quale fine faranno in parlamento le richieste di tanti Comuni (in Veneto sono già 16) di entrare a far parte di una Regione a statuto speciale, vale la pena sottolineare un aspetto del “fenomeno referendum”, quello della mobilitazione, da cui si può ricavare una lezione utile per tutta la società bellunese e la montagna in genere. Si tratta di una mobilitazione che sabato e domenica a Sappada è stata particolarmente elevata e che indica che la gente è disposta a coinvolgersi e a mobilitarsi quando ha la percezione di una possibilità concreta (oltre che desiderabile) di intervenire sulla propria realtà e sul proprio futuro. La conferma, per contrasto, viene dalla constatazione che tanta stanchezza e tanta delusione verso la politica (e il relativo abbandono delle urne) deriva proprio dall’esperienza della vanità di tante promesse, dell’inconcludenza di tanti discorsi e di tanti progetti. Di qui la “lezione” da tenere bene a mente: nella montagna che vive tra molte difficoltà e che si spopola, anche nei suoi centri più piccoli, ci sono ancora tante energie che possono essere mobilitate, che possono dare una svolta al tran tran quotidiano, che possono far fruttare risorse fino ad ora non deguatamente valorizzate.
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