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La fatica di pensare con la propria testa
Il contrasto è evidente e il dato fa riflettere. Fra tanti cittadini è cresciuto e sta ancora crescendo un grande senso di insicurezza. Una paura rispetto all’invadenza della criminalità che, a detta dei sondaggisti, ha anche pesantemente condizionato la recente campagna elettorale. D’altra parte i dati oggettivi, i numeri diffusi dagli istituti di statistica e dalle Forze dell’ordine parlano di una generale e diffusa diminuzione dei reati, a parte qualche fattispecie come le rapine per strada ad opera di gente “disperata”. Se la situazione migliora costantemente e decisamente da un punto di vista oggettivo, perché allora continua a peggiorare la percezione individuale e a crescere il senso di insicurezza personale? Perché molto spesso la realtà non viene raccontata per quello che veramente è: questa la cruda risposta venuta dal convegno nazionale dei settimanali diocesani che si è tenuto a Padova la settimana scorsa proprio su questi tem. A volte la realtà non viene raccontata per quello che è per mancanza di professionalità o per pigrizia da parte degli operatori della comunicazione, perché è più facile catalogare tutto secondo cliché già sperimentati, piuttosto che cercare di capire con fatica la particolarità del singolo fenomeno. Molte altre volte le ragioni della distorsione sono di tipo commerciale, ma anche politico, perchè c’è la convenienza a presentare le cose a tinte forti, facendo leva su emozioni e sentimenti profondi, per attirare l’attenzione, per alzare il livello degli ascolti, per vendere qualche copia in più, per guadagnare nuovi consensi elettorali.
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