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Lettera aperta la presidente Galan
Egregio signor Presidente del Veneto, le scriviamo dopo aver ascoltato il suo intervento a Cortina, domenica 31 agosto, soprattutto nella parte dedicata alla richiesta di autonomia del territorio bellunese. In particolare ci ha colpito il fatto che, pur partendo dalla stessa lettura della realtà e pur avendo lo stesso obiettivo, lei arrivi a una conclusione molto diversa da quella a cui giunge la gran parte dei Bellunesi: non solo i semplici cittadini, ma anche gli amministratori e i politici, compresi quelli che fanno parte del suo schieramento. Di qui il desiderio di un confronto sincero e schietto, nella consapevolezza che la provincia di Belluno, in ogni caso, non può fare a meno della Regione e che la Regione ha tutto l’interesse a valorizzare al meglio ogni parte del suo territorio. La considerazione comune che unisce lei, signor Presidente, e tutti i Bellunesi, è il riconoscimento che chi vive in montagna non ha le stesse opportunità di chi abita in altre parti del Veneto. Lei a Cortina l’ha detto con grande chiarezza e con altrettanta nettezza ha sottolineato la necessità di provvedere a un riequilibrio in modo da garantire a tutti i cittadini parità di condizioni. Fin qui siamo tutti d’accordo: colmare gli svantaggi patiti da chi vive in quota è una questione di giustizia; non è fare la carità e neppure concedere dei privilegi. La divergenza nasce riguardo a quale sia la strada migliore per colmare questi vantaggi.
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Richiesta
di maggiore autonomia
Gli industriali, gli artigiani e i sindacati hanno preso posizione a favore del riconoscimento alla provincia di Belluno della specificità e di una maggiore autonomia. Lo hanno fatto in un incontro in cui hanno espresso l’intenzione di preparare un documento da presentare alla Commissione regionale che dal 10 settembre cercherà di arrivare alla stesura finale del nuovo Statuto regionale.
(6.09.2008)
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Alberghi,
Belluno in coda alle Alpi
Sono gli alberghi la forza del turismo e infatti soffre l’industria bellunese dell’accoglienza (che di alberghi ne ha pochi), mentre l’Alto Adige sbaraglia tutti: italiani, austriaci, svizzeri, tedeschi. I dati dell’istituto di statistica di Bolzano mettono a confronto 11 territori alpini. Per “densità ricettiva” Belluno è quasi in fondo alla classifica e tra il 2006 e il 2007 ha la percentuale più alta di chiusure di alberghi.
(6.09.2008)
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Nota pastorale
del Vescovo
L’attuazione concreta e quotidiana delle indicazioni fornite dal Sinodo diocesano, la sottolineatura dell’importanza fondamentale delle dimensioni relazionali e comunitarie all’interno della chiesa, la valorizzazione dei contenuti dell’Anno Paolino: sono questi alcuni dei perni su cui si articola la “Nota pastorale” scritta dal vescovo di Belluno-Feltre monsignor Giuseppe Andrich all’inizio del nuovo anno.
(6.09.2008)
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Giorni di fatica,
preghiera e gioia
In cammino per levare gli occhi al cielo, attraverso la fatica, la condivisione, la contemplazione del creato. Domenica 31 agosto si è chiusa a Lorenzago di Cadore la prima esperienza degli “Esercizi spirituali itineranti” proposti dal vescovo, mosignor Giuseppe Andrich, ai fedeli della sua diocesi di Belluno-Feltre. Una quarantina i protagonisti di un’esperienza particolare e da ricordare.
(06.09.2008)
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