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Per il momento perde la montagna
Nella complessa vicenda del mancato riordino delle Comunità montane venete, tra tante possibili variabili di una situazione quanto meno intricata, c’è una certezza: fino ad ora chi ci perde è la montagna. Il fatto che la Regione non sia riuscita a legiferare entro la scadenza prevista del 30 settembre apre degli scenari preoccupanti, non solo per la diminuzione di risorse economiche cui non si è fatto fronte, ma anche per le difficoltà interpretative e attuative di tagli che non solo impoveriranno la montagna, ma rischiano anche di creare un cortocircuito istituzionale che mette a rischio l’efficacia del sistema. Scenari da conoscere e da far conoscere con chiarezza per dare forza e maggiore convinzione alle richieste di un intervento legislativo coerente ed efficace, che ci deve essere, per garantire al territorio gli strumenti necessari alla sua migliore gestione. Innanzitutto i tagli di carattere finanziario. Di sicuro è giusto abolire le Comunità montane che di montano non hanno niente. Ma è inaccettabile e incoerente procedere a una diminuzione indiscriminata dei fondi per tutte le Comunità montane. Significa privarle della possibilità di svolgere con efficacia il loro ruolo e, più in generale, vuol dire ridurre i fondi destinati alla montagna. Che senso ha riconoscere le minori opportunità e i maggiori costi del vivere in quota se poi, all’atto pratico, i fondi per la montagna vengono ridotti? C’è chi ritiene che le Comunità montane siano carrozzoni inutili, buoni quasi solo per pagare gli stipendi ai dipendenti ed elargire indennità di carica agli amministratori.
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Industriali:
un’Agenzia per la montagna
Creare un’Agenzia per la montagna: questa la proposta avanzata da Valentino Vascellari, presidente degli industriali della provincia di Belluno, nel corso dell’incontro tenutosi l’1 ottobre al teatro comunale di Belluno con il governatore del Veneto Giancarlo Galan che da parte sua ha lamentato la mancanza di idee brillanti per la montagna, idee che, senza cadere nell’assistenzialismo, sappiano mobilitare insieme il pubblico e il privato
(5.10.2008)
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69 sindaci
il 9 ottobre a Longarone
Saranno presenti tutti i 69 sindaci della provincia di Belluno giovedì 9 ottobre a Longarone per la commemorazione del quarantacinquesimo anniversario del disastro del Vajont. Invitati direttamente dal primo cittadino di Longarone, Pierluigi De Cesero, i sindaci della provincia interverranno alle 9 al cimitero delle vittime di Fortogna e poi alla commemorazione civile in Municipio.
(5.10.2008)
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Da Belluno-Feltre
a Roma per Luciani
Sveglia all’alba domenica 28 settembre per i 150 pellegrini della diocesi di Belluno-Feltre giunti a Roma per le celebrazioni in onore del trentesimo anniversario della morte di Papa Luciani. Nella stessa giornata il Pontefice bellunese è stato ricordato anche da Benedetto XVI che, durante il tradizionale discorso in occasione della recita dell’Angelus, lo ha definito come un impareggiabile catechista.
(5.10.2008)
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Alla deriva
Feltre, Belluno, Ponte nelle Alpi
La sera del 30 settembre, verificata la mancanza del numero legale, il Consiglio regionale del Veneto ha deciso di non decidere riguardo al riordino territoriale delle Comunità montane. Se non interverranno altre iniziative legislative (che paiono poco probabili viste le posizioni molto differenziate all’interno della maggioranza) scatteranno le disposizioni previste dalla finanziaria statale che, oltre a tagliare gran parte dei finanziamenti, in provincia di Belluno estrometteranno dalle Comunità Belluno e Feltre, lasciando Ponte nelle Alpi in una situazione indefinita.
(5.10.2008)
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