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Lo spopolamento non è compreso
Finché il problema dello spopolamento della montagna non verrà compreso nella sua reale portata e nelle sue pesanti conseguenze, difficilmente la vita in quota riceverà le risposte di cui ha bisogno. C’è, urgente, la necessità di dare grande evidenza ai numeri del declino demografico che in questi decenni ha segnato la provincia di Belluno e che, oltre ogni distinguo, indicano con evidenza e crudezza che c’è qualcosa che non va, che bisogna correggere il tiro, che servono interventi di riequilibrio per evitare che si approfondisca ulteriormente il solco che divide la montagna dalla pianura. Dal 1951 la popolazione della provincia di Belluno è calata dell’11 per cento. Nello stesso periodo la popolazione del Veneto è cresciuta del 21,8 per cento. La differenza è evidente e stridente. A chi sostiene che le richieste di maggiore attenzione dei Bellunesi sono immotivate e che gli abitanti della provincia hanno un atteggiamento troppo lamentoso e piagnucoloso bisogna far capire che, al di là di ogni classifica di vivibilità o di qualità della vita (che lasciano il tempo che trovano), se la gente se ne va da un territorio è perché non riesce più a starci. Non perché non lo ama o non lo apprezza (vengono da tutto il mondo per ammirare l’ambiente dolomitico!), ma perché non ci sono le stesse condizioni, le stesse favorevoli opportunità che si trovano altrove.
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Spopolamento e invecchiamento
nel Bellunese
Parlare oggi di “dinamiche demografiche” in provincia di Belluno significa parlare di spopolamento e invecchiamento, fenomeni che si ha l’impressione non siano stati ancora pienamente valutati e percepiti nelle loro implicazioni attuali e in prospettiva. Lo ha sottolineato recentemente al Rotary il prof. Gino Zornitta (nella foto).
(26.10.2008)
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Occhialeria:
tonfo nell’occupazione
Tonfo dell’occupazione nelle occhialerie bellunesi. A fine 2006 i lavoratori del settore erano 12.610, sono cresciuti fino al marzo di quest’anno (12.975) e poi il crollo: solo 12.400 nello scorso mese di settembre, cioè –4,4% rispetto a marzo. In soli sei mesi sono stati “bruciati” 575 posti di lavoro, secondo i dati forniti da Assindustria.
(26.10.2008)
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Simulazione veneta
del federalismo fiscale
In prima approssimazione, con il nuovo federalismo fiscale proposto dal Governo, per il Veneto – ferme le competenze attuali – si può prospettare un aumento delle entrate a regime per un importo pari a 1.150 milioni di euro che – sottolinea l’assessore al bilancio della Regione Veneto, Isi Coppola (nella foto) – potranno eventualmente essere utilizzati per ridurre l’imposizione fiscale sui contribuenti veneti.
(26.10.2008)
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Educazione finanziaria
a scuola
Nell’ambito dell’accordo sottoscritto da PattiChiari con nove Camere di commercio presenti sull’interno territorio nazionale, è iniziata il 22 ottobre, presso la Camera di commercio di Belluno, un’importante azione di educazione finanziaria per far comprendere meglio le principali tematiche economico-finanziarie.
(26.10.2008)
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