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Esercizio per nulla praticato altrove
Serpeggia, di tanto in tanto, l’idea che sia utile e opportuno “frazionare” il territorio provinciale, quasi teorizzandone una divisione in due per latitudine, tra “parte alta” e “parte bassa”. A detta di chi propugna questa tesi ne uscirebbe uno spaccato che renderebbe giustizia della ambigua promiscuità tra una presunta “montagna vera” e ciò che le sta ai piedi. Si tratta, in verità, di esercizi intellettuali poco - o per nulla - praticati altrove. In Alto Adige, ad esempio, nessuno si sogna di insinuare che Merano (metri 323) non sia in montagna e che luoghi alpini siano solo Dobbiaco o San Lorenzo in Passiria. Vi è, in altre parole, la piena consapevolezza della unicità e completezza del sistema-montagna, comprendendo che si può vivere e lavorare a Resia, 2.382 abitanti a 1.525 metri d’altezza e a 106 chilometri di distanza da Bolzano (m. 262), e in tutta la Val Venosta solo contando sulla ricca presenza di servizi e di centri polifunzionali che offre il fondovalle meranese. Tornando comunque alle nostre vallate occorre spendere qualche considerazione di merito. San Donato è una frazione che dista 9 chilometri da Lamon. Si trova a 900 metri d’altezza e per giungere al Capoluogo comunale bisogna percorrere 7 chilometri di tratturo asfaltato che, a corsia unica, con qualche slargo per lo scambio dei veicoli, si snoda a strapiombo sulla valle.
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Strade, decise
tre priorità provinciali
La Provincia di Belluno ha incassato il sì della Regione, dell’Anas e del ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro per la realizzazione di tre grandi opere di viabilità in provincia: il traforo di Col Cavalier a Belluno, la variante di Longarone e il tratto feltrino Anzù-Busche. Quasi trecento milioni di spesa che l’Anas ha inserito nel proprio piano triennale.
(16.09.2006)
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Direttori delle Ulss
sotto tiro
Per i direttori generali delle Ulss di Belluno e Feltre si prepara un “rush” finale da far tremare i polsi. Il loro mandato scade il 31 dicembre 2007. Per gli ultimi 15 mesi di lavoro la Regione gli ha preparato un menù di cose da fare una più stringente dell’altra. In gioco la parte variabile dei loro emolumenti, che rischiano di vedersi decurtare fino al 20 per cento se non passeranno l’esame.
(16.09.2006) |
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Parco più piccolo,
ma con confini condivisi
Sono 14 (su 15) i Comuni del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi che, in accordo con i dirigenti dell’area protetta, hanno approvato la definizione precisa dei confini del Parco che li riguardano, ponendo la premessa per la soluzione di un problema che si trascinava da anni. All’appello manca solo il Comune di Belluno: la nuova amministrazione ha bocciato la soluzione che era stata proposta (perché dava troppo spazio al Parco) e ora sta studiando la propria. In totale si registra una lieve diminuzione di ettari protetti, ma con il vantaggio che ora i confini potranno essere meglio individuati e, soprattutto, che sono condivisi sul territorio.
(16.09.2006)
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Un docente
ogni due alunni disabili
Nelle scuole della provincia di Belluno gli alunni diversamente abili sono 537, una cinquantina in più rispetto all’anno precedente. In tutto il Veneto sono oltre 11.500 e “sono state accolte tutte le richieste di docenti di sostegno”, ha sottolineato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo (il rapporto è di un docente ogni due alunni disabili). Da segnalare che si è anche abbassato in regione il numero complessivo di alunni per classe: ora la media è di 20,8.
(16.09.2006)
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