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Raggiunto un accordo con i sindacati: non più il 31 dicembre del 2004, ma l’1 ottobre del 2005Heineken sposta la chiusura di Pedavena di 9 mesiLa speranza di tutti è che questa proroga consenta di arrivare a perfezionare la cessione dello stabilimento
Accordo raggiunto tra la multinazionale Heineken e i sindacati sullo stabilimento di Pedavena.
La trattativa, portata avanti nella sede di Assindustria Belluno, è andata avanti fino a notte inoltrata, ma alla fine la multinazionale olandese ha corrisposto alle richieste dei sindacati, spostando i tempi di chiusura della fabbrica oltre al 31 dicembre.
Un termine più accettabile, l’1 ottobre 2005, per far proseguire le speranze di acquisizione del sito produttivo. Sono nove mesi in più del previsto durante i quali i lavoratori di Pedavena potranno seguitare nella produzione di birra.
L’accordo tra Heineken e sindacati prevede anche il ricorso ad ammortizzatori sociali nel caso non si arrivi ad una cessione dello stabilimento, con un anno di cassa integrazione dopo il primo ottobre 2005, prorogabile a due. E, infine, la mobilità per tre anni con Heineken impegnata ad integrare lo stipendio fino agli standard attuali. Previste anche misure di accompagnamento alla pensione per i lavoratori in età pensionabile e incentivi per gli operai che accettino il trasferimento in altri stabilimenti italiani di Heineken o che intendano licenziarsi.
La notizia migliore per i lavoratori è però che gli impianti resteranno in funzione a completo regime fino al prossimo luglio, mentre i restanti mesi saranno impiegati per i lavori di dismissione. Ma l’intenzione resta quella di continuare la produzione affidando lo stabilimento ad una nuova proprietà. In queste ultime settimane si parla di più di un interesse per la fabbrica pedavenese: due aziende hanno contattato il Comune di Pedavena ed anche Heineken ha confermato, nell’incontro in Assindustria a Belluno, di aver ricevuto se non delle offerte almeno delle richieste di conoscere le intenzioni di dismissione.
L’1 ottobre, nuovo termine di chiusura, sembra quindi poter dar vita ad ulteriori contatti per la cessione della fabbrica, avvallando così le speranze di lavoratori e sindacati, che avevano perorato tempi ancor più lunghi (un anno, sino al termine del 2005). Comunque, i nove mesi vengono giudicati egualmente un periodo di tempo buono per approfondire eventuali trattative. In tutto questo, però, c’è un “se”.
L’incognita è rappresentata dalla ratifica dell’accordo da parte dei lavoratori. Che non dovrebbero porre troppi problemi ad un accordo condiviso nelle assemblee sindacali.
FELTRE - Venerdì 17 dicembre, presente anche il Vescovo GiuseppeVeglia coi dipendenti HeinekenUn momento di preghiera per il Natale dedicata alla crisi occupazionale
Venerdì 17 dicembre i lavoratori feltrini scenderanno in piazza. Dipendenti di aziende oggi in difficoltà al fianco di quelli occupati in fabbriche dal futuro ancora sicuro, per manifestare insieme la solidarietà a chi un lavoro non ce l’ha più o rischia di perderlo. Nessun striscione o slogan urlato però, precisano i dipendenti della fabbrica di birra di Pedavena, promotori dell’iniziativa insieme alla Diocesi, alla Commissione diocesana per la pastorale del lavoro e all’Azione Cattolica di Feltre. Partiremo insieme in silenzio dal Foro boario alle ore 20 con una fiaccolata che percorrerà le vie della città per arrivare in Duomo, dove ci aspetterà il vescovo di BellunoFeltre, Giuseppe Andrich, con i sacerdoti e rappresentanti delle associazioni feltrine. Vivremo insieme una veglia di Natale tutta dedicata alla crisi occupazionale nel nostro territorio. Perché la Natività non sia solo una festa di luci e regali ma divenga stimolo e occasione di riflessione per tutti: amministratori, politici, semplici cittadini. Quello che a livello occupazionale sta avvenendo nella nostra provincia non interessa infatti solo chi ne è direttamente coinvolto perché i suoi riflessi sono destinati a farsi sentire anche sul resto del territorio. E nessuno oggi se ne può dichiarare estraneo.
(10.12.2004)