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Edizione settimanale on line n. 15 del 5 aprile 2008


Solenne celebrazione domenica 6 aprile per gli 800 anni delle parrocchie del Cadore
Grande applauso a Pieve di Cadore
per l’arrivo della “fiaccola della fede”


Il vescovo Giuseppe partecipa alla fiaccola della fede a Pieve di Cadore   
Scoprire percorsi nuovi sulla scia del passato. Con questo augurio si è conclusa l’omelia del vescovo Giuseppe Andrich nella chiesa di Pieve di Cadore stracolma di fedeli per l’Eucarestia celebrata all’arrivo da Aquileia della “fiaccola della fede” in occasione degli 800 anni delle parrocchie del Cadore.

Il 21 marzo, giorno anniversario degli 800 anni - ha ricordato il Vescovo - era venerdì santo, una coincidenza che aiuta a tenere presente che le sorgenti di ogni comunità cristiana sono nel mistero di Cristo morto, sepolto e risorto; lo stesso ricorda il cero pasquale che ci dà la luce e che ha impressi i segni delle ferite di Gesù da cui è nata la Chiesa.
     Tutte le celebrazioni di questi 800 anni - ha proseguito il Vescovo - sono inserite nella Pasqua e dalla Pasqua derivano. Di qui l’e- sigenza di rimanere uniti a Cristo e tra noi perché Cristo vuole che siamo una cosa sola.
    Questa unità - ha sottolineato il Vescovo - c’è sempre stata tra la Pieve iniziale e le prime 7 parrocchie cadorine e poi anche con quelle che sono venute in seguito. Il bene di tutti passa per l’unità, un’unità che sappia valorizzare anche la diversità, la differenza, come Aquileia ha dimostrato di saper fare lungo i secoli. Richiamandosi poi alle letture della Messa, il Vescovo ha fatto presente la necessità odierna di dare ragione della propria fede, prendendo forza e esempio anche da quanto è stato fatto nei secoli in Cadore sul fronte dell’evangelizzazione. C’è poi la necessità di essere perseveranti nella fede, proprio come i tedofori che sono giunti a Pieve di Cadore, pur avendo un percorso spesso tortuoso e complicato. Di qui l’augurio per tutti di essere rivolti alle cose sostanziali, quelle che alla fine pagano e non solo al termine della vita. E insieme l’auspicio che la fede giunta fino a noi dai secoli scorsi sia la nostra forza per portare ancora avanti questa luce, verso il futuro. Forti del passato, di 800 anni di storia, per costruire la chiesa di domani.


(5.04.2008)