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Edizione settimanale on line n. 19 del 07 marzo 2010


Accordo tra Regione e Provincia. Una partita che comprende canoni (e dunque soldi), funzioni (e quindi competenze)
Demanio idrico: tesoretto per la Provincia da 6,5 milioni l’anno
Rimangono però in capo alla Regione 32 concessioni di “rilevanza regionale”

Alpago  Per dirla con una metafora in tema, il bicchiere può presentarsi mezzo pieno oppure mezzo vuoto. Dopo quattro anni di altalene, Provincia e Regione hanno raggiunto l’intesa sul demanio idrico alla luce della legge regionale del 2006. Ma secondo i punti di vista l’accordo illustrato a palazzo Piloni in una conferenza stampa, venerdì 26 febbraio, dall’assessore provinciale Bruno Zanolla e dall’assessore regionale Oscar De Bona è un testo che, se lascia soddisfatte le due parti (bicchiere mezzo pieno), contiene riserve a favore della Regione che ne sminuiscono la portata (bicchiere mezzo vuoto).
    Alla Provincia di Belluno è attribuita la competenza in materia di concessioni di grandi e piccole derivazioni d’acqua nonché in tema di ricerca, estrazione, utilizzazione delle acque sotterranee e tutela del sistema idrico. Rimangono però in capo alla Regione 32 concessioni (vedere tabella) di “rilevanza regionale” comprese quelle dell’Enel che comunque scadranno nel 2029.
   La Provincia provvederà direttamente al calcolo e alla riscossione di tutti i canoni afferenti al suo territorio, ma dovrà riconoscere alla Regione la quota parte relativa all’aumento introdotto nel 2008. Di tale ultimo importo almeno il 50 per cento verrà destinato a opere di salvaguardia delle risorse idriche in ambito provinciale. La determinazione dei canoni annui compete alla Regione, sentita però la Provincia.
   Per il “pregresso” 2006-2009 (sul quale finora la Provincia ha ricevuto da Venezia 10,5 milioni) la Regione ne comunicherà l’esatto ammontare entro il 30 aprile. Secondo le stime anticipate dall’assessore Zanolla si tratta di altri 15,5 milioni di euro a cui vanno aggiunti 6,5 milioni di pertinenza 2010 che la Provincia riscuoterà direttamente dai concessionari. «Non c’è autonomia senza soldi e perciò - è il suo commento - manifesto grande soddisfazione». Secondo De Bona «si chiude il contenzioso con un buon accordo che fa diventare la Provincia di Belluno l’interlocutore principale del territorio».
   Entrambi infine sottolineano la sinergia che Provincia e Regione realizzeranno nel campo della difesa del suolo.

M.B.

 

(07.03.2010)