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Giovedì 15 giugno 2017

Export, in Italia +9,9%, in Veneto +7,1, nel Bellunese +0,3%






I dati relativi al primo trimestre 2017 indicano che in provincia sono stati consolidati i buoni risultati degli anni scorsi: l’occhialeria (che rappresenta il 72,7% dell’export provinciale) è calata del 2,8%, mentre altri settori sono cresciuti anche più del 10%.

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I dati diffusi dall’Istat il 12 giugno indicano che le esportazioni italiane sono cresciute complessivamente del +9,9% rispetto al primo trimestre del 2016, quando risultavano stabili rispetto all’anno precedente (-0,1%). Analoga accelerazione conosce l’export veneto il cui tasso di crescita passa dal +0,2% registrato ad inizio 2016 al +7,1% di quest’anno. Una dinamica diversa ha invece caratterizzato le esportazioni della provincia di Belluno passate dal +4,8% dello scorso anno al +0,3% di quest’anno. Ma, commenta il presidente della Camera di commercio di Treviso - Belluno, Mario Pozza, "il risultato di Belluno è solo in apparenza sottotono perché negli ultimi due anni le esportazioni della provincia hanno raggiunto i livelli più alti di sempre e riuscire a mantenerli tali è già un risultato positivo". "Dire di più su dati provvisori e relativi alla prima porzione dell’anno - sottolinea ancora Pozza - sarebbe avventato, la prudenza è d’obbligo di fronte alle amplificazioni di dinamiche, stagionalità, effetti-commessa generate dai ridotti volumi di scambio".


Come detto, le esportazioni della provincia di Belluno nel primo trimestre 2017 sono cresciute dello +0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente in cui invece era stato registrato un
+4,8% rispetto al 2015. La frenata vistosa interessa principalmente l’occhialeria, ma il calo delle esportazioni del -2,8% del comparto va comunque letto come una stabilizzazione del mercato in quanto negli ultimi due anni si è registrato il più rilevante valore esportato di sempre.
D’altra parte, al netto dell’occhialeria, anche le esportazioni bellunesi mostrano un’accelerazione
del tasso di crescita (+9,7%), guidata da macchinari (+11,5%) e a seguire da carpenteria (+13,1%)
e concia (+26,3%).
Uno sguardo alle direttrici dell’interscambio testimonia che la decelerazione dei flussi manifatturieri
in uscita è in generale imputabile ai minori movimenti extraeuropei (-6,7%). Gli Stati Uniti
rimangono caposaldo imprescindibile per le vendite oltre frontiera, ma è evidente la flessione
rispetto al più recente passato (-5,2%, in antitesi con il +10,5% del primo trimestre 2016). In controtendenza il secondo mercato di riferimento extra-Ue: il tasso di crescita delle vendite verso
la Cina sale dal +4% al +12%. Nel mercato comunitario le vendite manifatturiere accelerano passando dal +4,3% del primo trimestre dello scorso anno al +8,3%, grazie soprattutto al ritmo di crescita delle vendite in Francia (+12,1%), primo mercato di riferimento intra Ue.

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