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Venerdì 16 giugno 2017

Dall’Italia e dal mondo






Europa, nuova tranche di aiuti alla Grecia. Sciopero dei trasporti: oggi venerdì nero.

Grecia: Eurogruppo dà il via libera a una nuova tranche di aiuti. Ma i fondi per la ripresa sono minimi
L’Eurogruppo, riunione dei ministri economici e finanziari dell’area euro, ha deciso di concedere una nuova tranche di aiuti da 8,5 miliardi alla Grecia. La riunione di ieri si è conclusa in serata con una notizia molto attesa ad Atene. Anche se il governo ellenico aveva fino all’ultimo sperato in un taglio parziale del debito, vera chiave di volta per alleggerire le finanze nazionali e consentire riforme e investimenti per la ripresa economica. I fondi concessi consentiranno ad Atene di onorare il debito pregresso con Fmi e Banca centrale europea per un totale di 6,5 miliardi. La parte rimanente del prestito dovrebbe essere usata per rimborsare parte degli arretrati dello Stato con le aziende private: solo quest’ultima parte dei fondi, dunque, sarà di reale aiuto all’economia greca. Chiaro il commento del direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde: «Penso che molti di noi siano convinti che la soluzione migliore sarebbe stata l’approvazione finale del taglio del debito». La soluzione adottata dall’Eurogruppo è quindi da ritenersi un scelta di second’ordine. La stessa Lagarde, come i ministri europei, chiedono ancora alla Grecia un piano di riduzione di lungo termine del debito pubblico e riforme per stabilizzare finanze ed economia nazionali. Il ministro delle finanze greco, Euclides Tsakalotos, ha dichiarato: «Dati i sacrifici del nostro governo, l’accettazione generale dell’estensione del nostro programma di riforme, il forte calo di stipendi e pensioni del popolo greco, pensavamo di meritare qualcosa in più. Ma è andata così. Comunque vediamo una luce in fondo al tunnel».


Venezuela: ennesima vittima negli scontri di piazza. Le proteste anti-Maduro proseguono da aprile
Maduro si oppone alla Costituzione che è stata fondata dal presidente Hugo Chavez nel 1999 e che godeva del consenso assoluto dei venezuelani. L’unico modo in cui il presidente Maduro, senza legittimazione, può mantenere il potere nel Paese, è attraverso un’Assemblea costituente, non con un referendum». Nicmer Evans, politologo, è uno dei più noti dissidenti del chavismo: commenta la situazione creatasi nel Paese, che non accenna a calmarsi: è di ieri la notizia dell’ennesimo manifestante rimasto ucciso negli scontri di piazza. Si tratta di un 19enne, colpito al volto da un proiettile. Salgono a oltre 70 le vittime degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine da quando sono iniziate le proteste anti-Maduro a inizio aprile.

Cina: pesante bilancio dell’esplosione davanti a un asilo a Fengxian. Le autorità indagano sulle cause
Si contano almeno 7 morti e decine di feriti (alcuni gravi) a causa dell’esplosione avvenuta ieri pomeriggio davanti a un asilo a Fengxian, nella provincia dello Jiangsu nell’est del Paese. Le autorità cinesi hanno aperto un’inchiesta per determinare le cause della deflagrazione. Secondo alcuni testimoni l’incidente sarebbe però stato causato dall’esplosione di una bombola di gas che alimentava una bancarella per strada.

Stati Uniti: «Washington Post» insiste, «Trump indagato». La Casa Bianca risponde: è una caccia alle streghe
Ostruzione della giustizia: è l’ipotesi di reato che graverebbe sul presidente statunitense Donald Trump, al centro di una serie di pressioni giornalistiche del quotidiano «Washington Post». L’accusa, secondo il Post, sarebbe legata all’indagine sul Russiagate condotta dal procuratore speciale Robert Muller. L’imbarazzo politico si respira alla Casa Bianca: mentre sale l’attenzione mediatica, in casa dei Repubblicani si cercano risposte chiare dallo stesso Trump; i Democratici dal canto loro attaccano esplicitamente il presidente. Il quale consegna ai social una prima risposta difensiva: «È una caccia alle streghe. Hanno inventato una storia falsa, non hanno nessuna prova, mi indagano per ostruzione alla giustizia sulla base di una storia falsa».

Trasporti: oggi sciopero generale. Fermi, o «a singhiozzo», treni, aerei, bus e metropolitane
Giornata nera per i trasporti, in tutta Italia. Da ieri sera, e fino a domani, con orari diversi, si fermano treni, aerei, bus e metropolitane urbane. Lo sciopero di un’intera giornata lavorativa è indetto da alcuni sindacati autonomi e di base «a difesa del diritto di sciopero e contro le privatizzazioni e liberalizzazioni del settore». Su 620 voli giornalieri, Alitalia potrebbe cancellarne «solo 160". Anche le società ferroviarie e dei trasporti urbani cercano di assicurare almeno una parte dei collegamenti. Per il ministro dei Trasporti Graziano Delrio purtroppo sarà un venerdì nero. Noi abbiamo cercato di far ragionare, ma ci saranno difficoltà». Lo sciopero dei treni, iniziato ieri sera, durerà fino alle 21 di questa sera. I treni regionali dovrebbero viaggiare durante le ore dei pendolari. Aerei: il sito dell’Enac pubblica l’elenco dei voli garantiti. Disagi, infine, per la circolazione di metro, autobus e tram, su orari e modalità diverse da città a città.

Legge sulla cittadinanza: bagarre in Senato. La Caritas: la legge sullo Ius soli ’’temperato’’ è un passo avanti
Il dibattito sulla legge riguardante lo Ius soli si trasforma in bagarre parlamentare, sviando il dibattito politico dal merito della normativa alle reciproche accuse tra le forze politiche. A Roma è in discussione la legge che intende facilitare il percorso per la cittadinanza ai figli di immigrati. Ma ieri alcuni senatori della Lega hanno provato a occupare i banchi del governo. La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli è infine dovuta ricorrere all’infermeria. Attualmente la cittadinanza si ottiene solo se si hanno genitori italiani, oppure ai 18 anni di età dopo aver dimostrato di essersi integrati. Lo ius soli «temperato» prevede invece che possa avere la cittadinanza chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia titolare del diritto di soggiorno permanente, oppure il minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il dodicesimo anno di età e che abbia frequentato la scuola per almeno cinque anni. Sono circa 800mila i ragazzi in Italia in questa condizione. Oliviero Forti, responsabile immigrazione della Caritas, ha dichiarato a Radio vaticana: «Oggi non possiamo dire, purtroppo in molti casi, che chi nascerà in Italia automaticamente sarà - se la legge verrà approvata - cittadino italiano; lo sarà a certe condizioni, ma questo per noi è già un grande passo verso una prospettiva che deve prendere definitivamente consapevolezza del fatto che la nostra è una società multiculturale e lo sarà sempre di più».

Torino: è morta la donna colpita da infarto da schiacciamento nella calca di piazza San Carlo
È morta ieri sera Erika Pioletti, la 38enne di Domodossola ricoverata all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino dallo scorso 3 giugno, quando era stata colta da infarto da schiacciamento nella calca di piazza San Carlo durante la finale di Champions. I genitori hanno espresso la volontà di donare gli organi. Lo ha reso noto l’Ospedale San Giovanni Bosco, precisando che «poiché sono in corso indagini da parte della Procura della Repubblica non può rilasciare nessuna dichiarazione». La Procura di Torino, che indaga sui fatti di piazza San Carlo, valuterà nelle prossime ore la riqualificazione del reato al momento ipotizzato contro ignoti da lesioni colpose a omicidio colposo.





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