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Lunedì 19 giugno 2017

Dall’Italia e dal mondo






Portogallo, incendio a Pedrogao Grande, 60 vittime. Londra, nuovo atto terroristico.

Portogallo: bilancio provvisorio dell’incendio a Pedrogao Grande, 60 vittime. Tre giorni di lutto nazionale
Oltre 60 morti, una cinquantina di feriti, alcuni gravi, ricoverati negli ospedali: è il bilancio provvisorio del violento incendio che ha devastato le foreste e i villaggi di Pedrogao Grande, a nord di Lisbona.700 i pompieri impegnati per affrontare l’incendio: hanno raccontato di aver trovato cadaveri di intere famiglie bruciate e persone morte nelle loro auto tentando una fuga disperata. Il presidente portoghese Marcelo Rebelo da Sousa e il premier Antonio Costa hanno visitato la vasta area colpita dalle fiamme nel fine settimana: «È la maggior tragedia con vittime umane degli ultimi tempi», ha dichiarato il premier. Mezzi aerei (compresi due Canadair giunti dall’Italia e altri arrivati da Spagna e Francia) hanno battuto la regione per domare le fiamme. La Commissione europea ha già attivato il meccanismo di assistenza della protezione civile Ue. Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, ha scritto al presidente portoghese: «Seguo con profondo sgomento, insieme a tutti gli italiani, le drammatiche notizie che giungono in queste ore, a seguito dei violentissimi incendi che stanno sconvolgendo l’area di Pedrogao Grande. Nel rinnovare la piena e immediata disponibilità dell’Italia, già avanzata dal Governo, a offrire ogni forma di aiuto e sostegno ritenuti necessari, porgo a nome del popolo italiano e mio personale, sentimenti di profondo cordoglio». Il governo di Lisbona ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale.


Regno Unito: Londra, furgone lanciato contro fedeli musulmani all’uscita dalla moschea. Un morto e diversi feriti
Un furgone che piomba sulla folla, lasciando a terra un morto e una decina di feriti: così Londra torna nella morsa del terrorismo. L’episodio si è verificato nella tarda serata di ieri: il mezzo - guidato da un uomo bianco che urlava frasi contro la fede islamica, subito fermato - si è abbattuto su un gruppo di fedeli musulmani che uscivano da una moschea al termine della preghiera del Ramadan. La premier Theresa May ha parlato di «potenziale attacco terroristico»; il Consiglio britannico dei musulmani ha denunciato la «violenta manifestazione di islamofobia». Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, anch’egli musulmano, ha condannato il «terribile attacco terroristico contro persone innocenti». «Ancora non conosciamo tutti i dettagli, ma questo è stato chiaramente un attacco deliberato - ha affermato - contro innocenti londinesi, molti dei quali stavano terminando le loro preghiere del Ramadan. Se da una parte questo sembra essere un attacco contro una specifica comunità, come i terribili attacchi a Manchester, Westminster e al London Bridge, si tratta anche di un assalto a tutti i nostri valori condivisi di tolleranza, libertà e rispetto».

Regno Unito-Ue: prendono avvio i negoziati per il Brexit. Due anni di tempo per il «divorzio consensuale
Cominciano oggi a Bruxelles i negoziati tra Unione europea e Regno Unito per il Brexit. Si tratta dei negoziati che giungono dopo il referendum britannico di un anno fa e dopo che il governo di Theresa May ha invocato l’articolo 50 del Trattato di Lisbona per il divorzio dall’Ue. Gli stessi negoziati - che richiederanno circa due anni - sono stati confermati da una nota congiunta del Dipartimento britannico per l’uscita dall’Unione europea, guidato dal ministro David Davis, e dalla Commissione europea, rappresentata dal capo negoziatore Michel Barnier. Di Brexit si parlerà al Consiglio europeo del 22 e 23 giugno a Bruxelles.

Francia: maggioranza assoluta al movimento En Marche! fondato dal presidente Macron. Divise le opposizioni
Il movimento En Marche!, fondato dal neo presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, fa il pieno alle elezioni parlamentari: al ballottaggio di ieri (dove ha votato il 44% degli aventi diritto) ha conquistato 351 dei 577 seggi totali, ossia la maggioranza assoluta all’Assemblée Nationale. Ai Républicains vanno 137 deputati; 46 seggi ai socialisti; 17 i deputati della sinistra radicale di Jean-Luc Melenchon; 10 al Partito comunista. Entra per la prima volta in Parlamento la leader dell’estrema destra Marine Le Pen; raggiunge Parigi anche un rappresentante dei nazionalisti della Corsica. Il premier Edouard Philippe, da pochi giorni nominato dallo stesso Macron, ha commentato: Un anno fa nessuno avrebbe immaginato un tale rinnovamento politico. Lo dobbiamo alla volontà del presidente della Repubblica, di dare un nuovo slancio alla nostra democrazia, lo dobbiamo anche ai francesi che hanno voluto dare ai rappresentanti della nazione un nuovo volto». Il segretario del partito socialista, Jean-Christophe Cambadélis, si è subito dimesso.

Italia: Ius soli, le parole del segretario Cei, monsignor Galantino. La replica di Calderoli e le puntualizzazioni di Grasso
«Siamo preoccupati per come si sta affrontando questo problema, persino con gazzarre ignobili in Aula. Sono temi molto importanti. Ci sta che qualcuno sia contrario. Ma vedo che c’è chi ha cambiato idea. E ora fa politica unicamente per rincorrere il proprio successo, perché vuol fare solo il proprio interesse». Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, parlando alla Repubblica delle Idee a Bologna, ha espresso queste parole a proposito della legge per la concessione della cittadinanza italiana. Nei giorni scorsi si erano levate altre autorevoli voci della Chiesa cattolica a sostegno del provvedimento legislativo in itinere al parlamento (cosiddetto Ius soli). Roberto Calderoli, esponente della Lega, dal canto suo ha replicato: «Stupisce la netta presa di posizione della Cei che invoca l’approvazione della legge che introduce Ius soli e Ius culturae e regala la cittadinanza ad almeno un milione di immigrati anche se potrebbero essere il doppio». «Stupisce perché raramente dalla Cei abbiamo sentito prese di posizione altrettanto dure davanti a problemi che affliggono gli italiani». Interviene anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, che afferma: «La Cei si è sempre distinta nella difesa dei deboli e non merita questi attacchi». «C’è ancora qualcuno - aggiunge Grasso - che non crede si possa difendere contemporaneamente chi è disoccupato e chi è migrante».





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