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Domenica 6 agosto 2017

Livinallongo, oltre 1500 eugubini al centenario della "Festa dei ceri"






Una manifestazione che ha riservato diversi momenti di commozione e dalla quale si è levato l’appello a imparare i valori della pace.

Il sindaco di Livinallongo, Leandro Grones, ha accolto ieri, sabato 5 agosto, gli oltre 1500 eugubini giunti al sacrario militare di Pian di Salesei per rievocare a un secolo di distanza la tradizionale "Festa dei ceri", avvenuta il 15 maggio del 1917 quasi a ridosso della linea del fronte. Giovani e anziani, uomini e donne, intere famiglie, molti di loro col fazzoletto commemorativo rosso al collo, hanno iniziato a giungere al sacrario alla spicciolata, la maggior parte a piedi o col servizio navetta messo a disposizione dal Comune ben prima dell’inizio della cerimonia proseguita poi per tutta la mattinata con gli interventi delle autorità e delle associazioni coinvolte nella commemorazione.
Il sindaco Grones ha ricordato la Grande Guerra come un avvenimento "che ha sconvolto il mondo" e che ha lasciato sulle pendici del Col di Lana più di 8.000 morti, sottolineando che "il ricordo di quella straordinaria festa in guerra e di quella immane tragedia deve restare sempre vivo perché l’uomo dalla storia deve imparare i valori della pace. Oggi più che mai".


Una grande festa, che ha riservato diversi momenti di commozione e culminata con l’alzata simbolica delle barelle con i tre caratteristici ceri di quasi 6 metri di altezza sormontati dai tre santi che "partecipano" ogni anno alla "Festa dei ceri" a Gubbio. In testa sant’Ubaldo, patrono della città, e poi san Giorgio e sant’Antonio, sollevati ciascuno da un decina di volontari (i grandi ceri che sabato hanno partecipato alla rievocazione storica di quell’evento straordinario sono stati costruiti per l’occasione dai maestri falegnami di Gubbio con il legname dei boschi del Col di Lana).

Il sindaco di Gubbio, Filippo Maria Stirati, ha rimarcato il sentimento di stima e amicizia che lega il suo paese a Livinallongo, ufficialmente gemellati dal 2014 dopo un lungo iter burocratico seguito all’opera di sensibilizzazione svolta negli anni precedenti dalla compianta maestra Teresa Pezzei. Se nel 1917 quel luogo fu il tragico teatro di una guerra senza precedenti per il numero di soldati caduti di entrambi gli schieramenti, ieri a Pian di Salesei si è respirata una serena e gioiosa aria di pace e di fratellanza, con le storiche associazioni d’arma italiane e austroungariche strette accanto ai loro caduti e raccolte in un meraviglioso scenario naturale.





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