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Lunedì 9 luglio 2018

L’Italia e il mondo, in un minuto (Sir)






Maltempo in Giappone, 100 morti. Regno Unito, si dimette il ministro del Brexit.

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Cronaca, 38 arresti nel Reggino per associazione mafiosa e traffico di droga e armi

Operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, coordinata dalla Dda reggina, in corso per l’esecuzione di un provvedimento di fermo nei confronti di 38 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, porto e detenzione di armi, danneggiamento e altri reati. Secondo gli investigatori sono state disarticolate due pericolose cosche della ’ndrangheta di Rosarno, entrambe dedite alle estorsioni e all’importazione di quintali di cocaina purissima dal Sudamerica e di hascisc dalla Spagna e dal Marocco, destinate a piazze di spaccio in Lombardia, Piemonte e Sicilia. Dalle indagini – scrive l’Ansa – è emersa anche la violenta contrapposizione fra i due gruppi, entrambi intenzionati ad imporsi sulla scena criminale di Rosarno e ad acquisire il controllo mafioso del territorio con intimidazioni, danneggiamenti e agguati con armi da fuoco ed esplosivo.



Giappone, almeno 100 morti per il maltempo. Ordine di evacuazione per 6 milioni di persone

È salito ad almeno 100 morti il bilancio delle forti piogge che hanno colpito il Giappone occidentale. Lo rende noto il governo giapponese. Le persone già confermate morte sono 87, mentre altre 13 individuate oggi non danno al momento segni di vita. I dispersi sono ancora 68, molti dei quali nella zona di Hiroshima. Il paese è in ginocchio per le inondazioni seguite all’ondata di maltempo. Il premier Shinzo Abe, che ha definito le operazioni di soccorso «una corsa contro il tempo» dopo le piogge battenti che hanno devastato la regione del Kansai e del Kyushu, nella zona centro occidentale del Paese, ha annullato il previsto viaggio in Europa per seguire da vicino la situazione. Circa 54mila le forze dell’ordine e di soccorso impegnate nell’assistenza: gli ordini di evacuazione hanno riguardato un totale di quasi sei milioni di residenti in 19 differenti Prefetture, con 30mila persone costrette a pernottare nei centri di accoglienza. Fermi i trasporti e ampia parte del settore produttivo.



Regno Unito, Brexit: si dimette il ministro Davis. A rischio il governo di Theresa May

Brexit torna a colpire il governo conservatore di Theresa May: il ministro David Davis, che si occupa direttamente dei negoziati con l’Ue, ha annunciato questa notte le sue dimissioni dall’incarico in polemica con la svolta verso un negoziato più soft con Bruxelles strappata in questi giorni dalla premier. Davis, esponente di punta della corrente Tory euroscettica, ha deciso, dopo qualche giorno di riflessione, di non poter accettare la nuova strategia più conciliante che May aveva imposto al consiglio dei ministri venerdì scorso. Le dimissioni del ministro, in attesa dell’ufficializzazione di Downing Street e della nomina di un sostituto, sono state confermate dalla Bbc e da tutti i media del Regno Unito. Davis aveva sottoscritto venerdì – come tutti gli altri ministri – il compromesso proposto da Theresa May per cercare di sbloccare le trattative con Bruxelles: compromesso sgradito ai brexiteers ultrà del suo stesso partito. Non si escludono nuove dimissioni, con il rischio di una caduta del governo, mentre in alcuni sondaggi il partito laburista ha superato gli stessi conservatori.



Turchia, il governo licenzia 18mila dipendenti pubblici tra poliziotti, militari e accademici

Il governo turco ha licenziato oltre 18mila dipendenti pubblici, di cui la metà poliziotti, sospettati di legami con gruppi terroristici: la misura è stata presa con un decreto d’emergenza pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale del Paese. Tra il personale licenziato, 18.632 persone in tutto, ci sono quasi 9.000 poliziotti, circa 6.000 militari e centinaia di professori e accademici. I loro passaporti verranno annullati. Il decreto odierno reintegra inoltre 148 persone che erano state licenziate attraverso decreti d’emergenza. Il Paese è stato inoltre colpito ieri dalla tragedia di un deragliamento ferroviario. Un treno è deragliato a Tekyrdag, nel nord ovest della Turchia, causando almeno 10 morti e 73 feriti.



Brasile, braccio di ferro fra giudici, Lula resta in carcere. Tensione nel Paese, rischio di scontri

Lula resta in carcere. Lo ha deciso il presidente del Tribunale federale regionale di Porto Alegre, Carlos Thompson Flores, dando ragione al giudice federale Joao Pedro Gebran Neto, che ha bloccato ieri l’ordinanza di scarcerazione dell’ex presidente brasiliano emessa da Rogerio Favreto, magistrato di turno nella stessa corte. Si inasprisce il braccio di ferro giudiziario sulla possibile scarcerazione di Luis Inacio Lula da Sulva. Nel frattempo cresce nel Paese la tensione a causa del braccio di ferro giudiziario sulla possibile scarcerazione di Lula: i simpatizzanti dell’ex presidente convocano proteste di piazza, mentre le autorità dispongono misure di sicurezza eccezionali.


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