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Mercoledì 31 ottobre 2018 ‐ S. Lucilla

Paesaggi «lunari» e devastazioni






Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha sorvolato Agordino, Comelico e Feltrino. «Oltre ai danni diretti, terribili le ripercussioni dal punto di vista ambientale e turistico».

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Una vera e propria catastrofe. Una devastazione totale, con effetti drammatici per il territorio bellunese. Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha potuto vedere con i propri occhi gli effetti dell’ondata di maltempo che ha colpito nei giorni scorsi la provincia di Belluno. Gravi danni in tutto il Veneto, ma proprio la montagna bellunese risulta la terra più martoriata.


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Zaia è arrivato nel capoluogo in tarda mattinata, nella sede del Comitato Coordinamento Soccorsi all’aeroporto, dopo un sopralluogo nei luoghi del disastro, tra Agordino, Comelico e Feltrino. «Quello che si è verificato è un cataclisma», ha commentato il presidente della Regione. «Non c’è ancora la possibilità di fare un bilancio definitivo dei danni, ma solo per la provincia di Belluno arriveremo a centinaia di milioni di euro».

«In alcune zone ci si trova di fronte a una devastazione come si trattasse di un post terremoto», aggiunge Zaia, che sui luoghi maggiormente colpiti dal maltempo ha potuto arrivare solo con l’elicottero, in quanto le strade non sono percorribili. «Mi sono trovato di fronte a paesaggi "lunari", il che è terribile». Il presidente della Regione ha portato l’esempio dell’Agordino e del comune di Rocca Pietore, ma le considerazioni sono replicabili per le altre aree della provincia, dallo Zoldano al Comelico, dal Feltrino al Cadore.

«Al culmine dell’ondata di maltempo siamo arrivati a 160 mila utenze, in Veneto, prive di corrente elettrica», prosegue. «Allo stato attuale siamo scesi a 63 mila a livello regionale, di cui solo 47 mila a Belluno. Ma sono numeri ancora molto alti e sono tante le famiglie senza acqua e rimaste isolate. Nemmeno la telefonia mobile funziona». «Gli impianti di risalita in Agordino, almeno da quel che abbiamo visto dall’elicottero, sembrerebbero non danneggiati», dice ancora, ricordando che nel pomeriggio di oggi, mercoledì 30 ottobre, sono arrivati Esercito e dei rinforzi dell’Ana.

«Oltre ai danni diretti, che sono tantissimi, c’è tutto il tema ambientale», mette in evidenza Zaia. «Diversi boschi non esistono più, i paesaggi sono completamente modificati e ci saranno ripercussioni importanti dal punto di vista turistico».


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