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Edizione settimanale on line n. 25 del 28 marzo 2010


La Regione ha fatto propria la proposta del tavolo verde provinciale. Le domande vanno presentate entro il 31 luglio
15 milioni dal Piano di sviluppo rurale
per pulire prati e pascoli abbandonati


Pascoli nelle Dolomiti bellunesi   Forse la possiamo definire come la battaglia della montagna per arrivare ad ottenere un’azione finalizzata a mantenere puliti i prati e i pascoli sempre più colonizzati e invasi da boschi e cespugli. La Regione del Veneto ha fatto propria (vedi Dgr n.745 del 18 marzo) una proposta di intervento da parte del Piano di sviluppo rurale (Psr) nata dal territorio bellunese e riassunta nella nuova misura 216 azione 6, che prevede incentivi importanti per i Comuni, le proprietà collettive, gli imprenditori agricoli e i privati. La proposta per attivare questa misura nasce nel 2006 al tavolo verde provinciale, quando i rappresentanti delle Comunità montane (in particolare della Feltrina e della Centro Cadore) nonché delle Organizzazioni professionali agricole approvarono una scheda progetto presentata dall’amministrazione Reolon per istituire una misura a favore dei territori montani, finalizzata ad assegnare risorse straordinarie per “pulire l’ambiente e mantenere il paesaggio agroforestale delle nostre montagne. Dopo quasi quattro anni di insistenza e proposte di modifica, il documento è arrivato all’esame della Commissione Europea che ha dato via libera. La Giunta regionale ha così approvato il bando mettendo a disposizione 15 milioni di euro destinati alle sole aree di montagna.

OBIETTIVI
   La nuova azione ha fra gli altri i seguenti obiettivi: la riduzione del degrado dello spazio rurale negli ambiti montani e collinari, il presidio e la manutenzione del territorio, la valorizzazione di elementi paesaggistici di pregio, il contenimento dei processi di colonizzazione arbustiva ed arborea nei prati e pascoli.

BENEFICIARI
   I beneficiari potenziali sono costituiti in primo luogo dai Comuni e dalle Regole, che hanno una priorità specifica nella graduatoria di finanziamento; a questi seguono le imprese agricole nonché i proprietari privati di prati e pascoli. Sono ammessi specifici interventi realizzati dai Comuni facendo ricorso sia al personale interno che ad imprese e/o cooperative agricole che si occupano di manutenzione ambientale e/o di sfalcio.

AZIONI
   Sono previste le seguenti azioni e impegni:
● taglio della vegetazione erbacea invasiva ed infestante;
● decespugliamento meccanico e manuale del terreno con taglio della vegetazione arbustiva invasiva infestante;
● raccolta, concentrazione e allontanamento dal sito di intervento del materiale di risulta dal taglio delle specie vegetali infestanti.

IL PREMIO
   Va precisato che l’intervento di sostegno è previsto con un premio calcolato a superficie, che va dai 3.017 euro/ha per i prati e pascoli ordinari fino ai 3.433 euro/ha per quelli situati all’interno delle aree Natura 2000, con un tetto massimo per singolo progetto di 110 mila euro.

IMPEGNI
   Non sarà necessario giustificare all’Avepa le spese con fatture, ma semplicemente con la relazione di esecuzione degli interventi previsti dal progetto preventivamente approvato dalle varie amministrazioni. Viene richiesto di mantenere pulita l’area oggetto di progetto per un minimo di 7 anni e di avere la disponibilità delle superfici da parte dei singoli proprietari. Nel caso delle amministrazioni pubbliche è prevista la possibilità di dichiarare l’intervento inderogabile utilizzando l’istituto dell’ordinanza che sostituisce le singole autorizzazioni.

TEMPI
   Sembra superfluo sollecitare le nostre amministrazioni ad utilizzare queste opportunità ricordando che il progetto di recupero e la domanda di aiuto dovranno essere presentati entro il 31 luglio prossimo. I tempi assegnati per l’esecuzione dell’intervento sono fissati in venti mesi dalla data di finanziabilità della domanda.

G.P.

 

(11.04.2010)