Lupobianco e Calypso
Un tempo, la terra era ricoperta di fitte foreste, ove spesso i viaggiatori si smarrivano. Lì i lupi vivevano numerosi e non avevano altri nemici che gli uomini. Anche gli uomini odiavano i lupi e, quando s’incrociavano, era raro che entrambi sopravvivessero. Ogni 10 anni, i lupi, capoclan ed alcuni eletti, intraprendevano il grande viaggio. Da tutte le regioni del Nord, convergevano in una vasta radura al centro di una foresta nera per il grande Raduno, nel corso del quale i maschi e le femmine solitari siglavano nuove alleanze, trovandovi il compagno di vita. I capi condividevano il loro sapere e i giovani costruivano la loro discendenza. Quell’anno, Lupobianco, capoclan solitario, veniva per trovarvi una compagna. Strada facendo, pensava al suo segreto. Mesi prima, durante una caccia, aveva scoperto una ragazza svenuta sulla neve. Le si era avvicinato dolcemente, con diffidenza, come gli era stato insegnato. La donna aveva socchiuso gli occhi e, senza timore, gli aveva sorriso. Poi aveva accarezzato la sua pelliccia. Lupobianco aveva accolto quella marca d’affetto con sorpresa e con piacere. La donna gli aveva spiegato che si era smarrita nella foresta... Poi, gli aveva chiesto di accompagnarla fino al villaggio. Il lupo l’aveva condotta in vista del villaggio ed era rimasto a guardarla mentre si allontanava, finché non era scomparsa. In quel momento aveva capito che non avrebbe più visto gli uomini come prima. Spesso era ritornato lì nella speranza di rivederla. Anche una lupa, di nome Calypso, si dirigeva verso il grande Raduno, per siglare alleanze. Ma, dall’ultima estate, aveva paura: la sua strada aveva incrociato quella di un uomo ferito e, invece che denunciarlo alla muta, come di dovere, l’aveva nascosto, ricoperto di foglie e nutrito fino a guarirlo. L’uomo amava parlarle, accarezzarla, farle delle confidenze come avrebbe fatto con i suoi simili. Sognava un mondo dove uomini e lupi vivessero in pace, dove l’odio non sarebbe più esistito. Una sera, l’uomo era partito lasciando sul suolo una sciarpa col suo odore. D’allora, Calypso era spesso tornata per stendersi ai piedi dell’albero testimone della loro amicizia... La radura sacra era pronta, i partecipanti erano riuniti in piccoli cerchi. Quando un lupo trovava una lupa di suo gradimento, si portava in mezzo al cerchio, poi strisciante si dirigeva verso l’eletta. Quella sera, come Calypso vide Lupobianco, riconobbe in lui il compagno dei suoi sogni. Trasgredendo la regola, fu lei ad avvicinarsi a lui, guardandolo in fondo alle sue pupille dorate. Subito Lupobianco accettò Calypso come compagna. Quella notte la loro unione fu siglata. La lupa salutò il clan che l’aveva vista crescere e intraprese il viaggio di ritorno, confessando al compagno che aveva nascosto e nutrito un umano. E il lupo, a sua volta, le confidò il suo segreto. Lupobianco costruì la loro tana non lontano dal luogo dove in inverno aveva scoperto la ragazza. In primavera, Calypso diede alla luce due lupetti. Una notte, svegliati da urla, videro un incendio che arroventava il cielo. Dei clan di lupi si erano uniti per distruggere un villaggio di uomini che avevano ucciso parecchi dei loro. Quelli che non erano periti nell’incendio, furono divorati dai lupi. Lupobianco, con la compagna ed i lupetti, decise di allontanarsi per sempre da quelle contrade barbare; voleva un mondo diverso per la sua discendenza. Allo stesso momento, un uomo ed una donna, soli superstiti del massacro, fuggivano l’orrore della notte...
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La leggenda nordica dice che la strada dei lupi incrociò quella degli uomini. Lupobianco riconobbe nella donna la giovane che aveva soccorso e Calypso riconobbe nell’uomo colui che aveva nascosto nel bosco. Camminarono insieme fino ad una grande radura. Con coraggio, costruirono un mondo nuovo, dove quelli che vivevano senza odio furono i benvenuti... sia uomini che lupi...
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