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sabato 20 Aprile 2019,

The Mountains of Venice? «Nessuna appropriazione»

Giuliano Vantaggi spiega il senso della frase che compare nel nuovo marchio delle Dolomiti.

Fa discutere sui social la frase (in gergo tecnico si chiama payoff) «Le montagne di Venezia» che accompagna il nuovo logo-marchio ombrello pensato per la promozione unitaria delle Dolomiti bellunesi, che poi significa Dolomiti venete, ovvero Dolomiti vicine a Venezia, ovvero Dolomiti raggiungibili da Venezia e connesse con la città più famosa del mondo.

«Non vuole certo essere un’appropriazione», spiega Giuliano Vantaggi direttore della Dmo Dolomiti che ha varato il marchio in collaborazione con la Regione del Veneto, «è scritto volutamente in inglese per spiegare ai turisti internazionali la vicinanza geografica tra le due bellissime realtà. Le Dolomiti peraltro sono senza confini. Il lavoro di cesello tra i territori fatto da parte della Fondazione Dolomiti Unesco è stato magnifico e impeccabile. Sono un Patrimonio unico al mondo che il turista può raggiungere da più parti, ma indubbiamente il punto di riferimento più famoso è Venezia».
Ancora Vantaggi, che scende più sul tecnico: «Questo payoff è soprattutto per il turista high end, quello che arriva in aereo. I cinesi, ad esempio, si spostano con tour denominati Tour Eiffel & Gondola, partiti nel 2010, cioè nove anni fa».


Le prospettive del marketing suggeriscono che le Dolomiti bellunesi possono inserirsi nei viaggi super lusso: per vedere, per esempio, una meravigliosa alba nelle Dolomiti, pranzare nel Chianti e ammirare il tramonto in Costiera Amalfitana o a Capri.

«Si pensi che le prime quattro parole che un turista high end conosce all’arrivo in aeroporto sono: Venezia, Unesco (perché l’Unesco è considerato, ad esempio dai giapponesi, l’organismo internazionale più referenziato che certifica, in un certo qual modo, “la Grande Bellezza” e i valori che ogni generazione dovrebbe poter vivere, apprezzare e visitare), Prosecco e Prima Guerra Mondiale. Il payoff internazionale “The Mountains of Venice” fa bene a tutte le Dolomiti, il turista non conosce i confini geografico-politici interni di uno Stato che non è il suo: quanti italiani sanno in quali Stati degli Stati Uniti si trovano le Montagne Rocciose?». Se poi andiamo proprio a guardare, « in Trentino c’è una valle bellissima che si chiama Val Venegia perché anche da lì partiva il legname per Venezia, proprio perché era geograficamente vicina. E poi quante volte ciascuno di noi quando è andato all’estero, per spiegare a uno straniero dove viviamo, ha usato la locuzione “vivo vicino a Venezia”… Insomma, qui nessuno vuole appropriarsi di nulla».

In altre parole, sottolinea ancora Vantaggi, «è solo un meccanismo di marketing per far capire che siamo molto vicini e nel giro di qualche giorno si può soggiornare a Venezia e nelle Dolomiti. Noi ovviamente cercheremo di estendere maggiormente i soggiorni in provincia di Belluno, come il Trentino farà per il Trentino. Non sarà comunque l’unico payoff: ogni prodotto turistico ne avrà uno». «Ora però è il momento di continuare a lavorare a testa bassa tutti uniti, perché il turismo non aspetta, cambia ed evolve in continuazione. E territori più turistici generano una richiesta di servizi che permettono ai giovani di continuare a vivere e lavorare nelle Dolomiti. Questa è la cosa importante: che vi siano attività commerciali aperte ai turisti e anche ai residenti».

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