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giovedì 23 Maggio 2019,

Ostacoli al volo, a Rio Gere sfere di segnalazione per ricordare l’equipaggio di Falco

Il progetto si chiama "Uniti per sempre" ed è promosso dall'Elisoccorso di Pieve nel decennale della tragedia. Forti: «Intendiamo costituire una Onlus con cui portare avanti un lavoro ancor più ampio, vale a dire iniziare un percorso di catalogazione di teleferiche, elettrodotti e tutti gli altri ostacoli».

Rio Gere, 22 agosto 2009. Un luogo e una data che i bellunesi non potranno mai dimenticare. E che solo a pronunciarli fanno ancora male. La tragedia di Falco ha aperto una ferita che non si rimarginerà mai. Quest’anno ricorre il decimo anniversario: alle pendici del monte Cristallo, l’elicottero Falco impattava i cavi di una linea di media tensione e perdevano la vita Stefano Da Forno, Dario De Felip, Fabrizio Spaziani, Marco Zago.

Proprio in occasione del decennale, il servizio di Elisoccorso di Pieve di Cadore, assieme a Impianti Faloria Cristallo, vuole dare un segnale positivo alla popolazione del Cadore e ai familiari delle vittime. È nato quindi “Uniti per sempre”, progetto volto all’installazione delle sfere di segnalazione sulla linea di media tensione a Rio Gere, nell’area dell’incidente. Ogni sfera porterà il nome di una delle vittime. L’iniziativa è stata illustrata oggi, venerdì 15 marzo, a Belluno da Alessandro Forti, medico dell’Elisoccorso di Pieve di Cadore. «Abbiamo già avuto l’autorizzazione da parte del responsabile dell’impianto», ha spiegato. «Noi ci stiamo occupando di tutta la parte economica e delle pratiche tecniche». L’obiettivo è posizionare minimo 4 sfere di segnalazione, una per ogni vittima di Falco, incidendo quindi il nome e una dedica dei familiari. Ma, data la lunghezza della linea di media tensione, per una segnalazione ottimale potrebbero servirne di più.

«L’installazione dovrebbe richiedere tra i 15 e i 18mila euro», ha aggiunto Forti. «Cerchiamo la solidarietà di tutti, con un piccolo o grande contributo economico. Quando avremmo ottenuto tutte le autorizzazioni del caso, risponderò via mail a chi ci contatterà per aiutarci. Contiamo di procedere con il posizionamento entro inizioi giugno». Chi volesse contribuire al progetto può scrivere allì’indirizzo unitipersempreriogere@gmail.com

A essere messa ancora una volta in primo piano è l’estrema pericolosità degli ostacali al volo. «Se avanzeremo delle risorse dopo i lavori a Rio Gere – ed è quello che auspichiamo, da qui l’appello affinché chiunque lo desideri faccia una donazione – intendiamo costituire una Onlus con cui portare avanti un lavoro ancor più ampio, vale a dire iniziare un percorso di catalogazione di teleferiche, elettrodotti e tutti gli altri ostacoli, al fine di creare mappe digitalizzate con georeferenziazione di tutti gli elementi acquisiti». Gli ostacoli, oltre che essere localizzati, dovranno poi anche divenire visibili. «Una legge sugli ostacoli al volo è stata approvata dalla Regione Veneto nel 2012, ma tutto è ancora fermo, visto che mancano i decreti attuativi», ha ricordato Forti. «Noi operatori, che lavoriamo tutti i giorni in condizioni difficili e che ci rendiamo conto di quanto questa criticità sia pressante, non possiamo più aspettare. Per questo abbiamo deciso di mobilitarci».

Una battaglia, quella per la segnalazione deggli ostacoli al volo, che il territorio bellunese sta portando avanti da tempo. Solo pochi mesi fa Dolomiti Emergency, l’associazione che ha come scopo sostenere e migliorare il modello di soccorso e intervento di emergenza in territorio montano, aveva deciso di fare appello alla politica affinché si esca da questa situazione di stallo, chiedendo venga promulgata una legge a carattere nazionale. Da qui l’organizzazione di un convegno a Roma, alla Camera dei deputati. Ci sono inoltre tre progetti di legge depositati in Parlamento, a firma dei bellunesi Roger De Menech, Luca De Carlo e Federico D’Incà.

«L’iniziativa messa in campo dall’Elisoccorso di Pieve è davvero lodevole», ha evidenziato Alex Barattin, delegato del Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi. «Come delegazione, grazie a Dolomiti Emergency, abbiamo avviato il “Progetto droni”. Quando nel soccorso in montagna ci si trova a intervenire in luoghi difficilmente raggiungibili o in zone pericolose la tecnologia può dare un aiuto importante. E i droni ci serviranno anche per iniziare a recuperare i dati sugli ostacoli verticali e orizzontali».

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