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mercoledì 2 Dicembre 2020,

Pistola elettrica da giugno? Il Sap: «Se così, non possiamo che essere soddisfatti»

Il Sindacato autonomo di Polizia di Belluno si dice favorevole all'introduzione del "Taser". E mette in evidenza anche la necessità di ulteriori strumenti, come telecamere sulle divise.

«Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato che a partire dal mese di giugno, la pistola ‘’Taser’’ sarà in dotazione a tutte le forze di Polizia. Se i tempi saranno davvero questi, non possiamo che essere soddisfatti». Ad affermarlo è la segreteria provinciale del Sap, Sindacato Autonomo di Polizia, di Belluno. «Da sempre sosteniamo l’introduzione del Taser, strumento non letale, capace di risolvere l’intervento in totale sicurezza, riducendo considerevolmente il contatto fisico tra l’operatore di Polizia e il soggetto fermato», dicono dal Sap. «Da quando è partita la sperimentazione – che da settembre scorso ha interessato 12 città, tra cui Padova – diversi sono stati gli interventi con soggetti esagitati o violenti, risolti in sicurezza e in maniera efficace grazie a questa dotazione, che il più delle volte ha sortito un effetto deterrente in quanto, solo alla vista della pistola elettrica, il soggetto ha desistito dal commettere reati di violenza o resistenza. Per gli operatori di Polizia quindi, non può che essere motivo di soddisfazione apprendere che dalle parole si passi ai fatti».

«Con l’attuale esecutivo si inizia finalmente a colmare un gap operativo particolarmente importante, che dimostra, ancora una volta, come la sicurezza sia finalmente la priorità nell’agenda di Governo», continua il Sap. «Da oltre un lustro sosteniamo con convinzione la necessità di dotare gli uomini e le donne delle forze dell’ordine di adeguati strumenti che consentano di poter agire nei mutati contesti operativi in condizioni di sicurezza e con efficacia, evitando soprattutto di dover utilizzare strumenti inadeguati come le armi o lo sfollagente. Mentre altri rimanevano in silenzio e altri per compiacere qualcuno dicevano che andava tutto bene, noi – come Sap – con ostinazione abbiamo sempre e continuamente denunciato le inefficienze e le carenze dell’apparato della sicurezza. E continuiamo a farlo oggi».

Il sindacato mette in evidenza anche «l’urgente necessità di altri strumenti operativi, quali telecamere sulle divise, sulle autovetture di servizio e nei locali ove vengono trattenuti i fermati, ma anche di spray al peperoncino. Una dotazione, quest’ultima, fornita in maniera parziale, poiché non sono stati consegnati spray al peperoncino al personale della Polizia stradale e della Polizia ferroviaria. Sulle telecamere – altro storico cavallo di battaglia del Sap e vero “strumento di verità” – registriamo con soddisfazione che proprio in questi giorni, anche chi sosteneva politicamente la necessità di mettere codici alfanumerici sulle divise dei poliziotti ha cambiato idea, ritenendo le telecamere più adeguate all’accertamento della verità sui fatti accaduti durante le attività di Polizia, per una maggiore tutela della dignità professionale degli operatori ma anche del cittadino, perché le telecamere non perdonano niente a nessuno».

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