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giovedì 23 Maggio 2019,

Denuncia Cisl: aggrediti 2 agenti all’interno del carcere

Protagonista dell’aggressione un detenuto ricoverato nella sezione psichiatrica di cui il sindacato chiede la chiusura vista anche la sua condizione igienico-sanitaria molto precaria.

Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 8 maggio, la Cisl Fns ha denunciato una nuova aggressione verificatasi nella sezione Articolazione per la tutela della salute mentale del carcere di Belluno. Un detenuto ricoverato nella sezione psichiatrica della casa circondariale – spiega il sindacato tramite Robert Da Re – si è scagliato senza motivo contro i due agenti che erano lì in servizio, colpendoli più volte, in tutto il corpo, ma soprattutto al volto. Lo sfogo del detenuto – continua la nota della segreteria territoriale Cisl Fns – si è placato solamente all’arrivo di altro personale della Polizia Penitenziaria accorso in aiuto. I due agenti sono subito stati accompagnati al Pronto soccorso per gli accertamenti e le cure del caso.

L’episodio è accaduto durante un momento di vita comune all’interno della sezione e il particolare che la Cisl Fns definisce «agghiacciante» è che l’aggressore si trovasse in regime di detenzione aperto, nonostante una quindicina di giorni fa avesse aggredito un altro recluso (fatto che la Cisl spiega di aver comunicato agli uffici competenti senza però ricevere riscontri positivi).

La nota del sindacato denuncia anche una condizione igienico-sanitaria molto precaria nella sezione psichiatrica, soprattutto per quanto riguarda alcuni pazienti e in particolare per un caso definito «al limite della dignità umana» (anche questo segnalato al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria di Padova, ma senza riscontri positivi).

Il personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Belluno è in stato di agitazione dallo scorso ottobre – ricorda infine la nota di Cisl Fns – per la situazione più volte denunciata di inadeguatezza della sezione psichiatrica, sia a livello strutturale che sanitario, ma è pronto a nuove azioni di protesta per la chiusura definitiva della sezione citata che, tra l’altro, è stata dichiarata non idonea sia dall’Amministrazione penitenziaria, sia dall’Ulss.

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