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martedì 23 Luglio 2019,

Nuove schede ospedaliere: più posti letto, ma distribuiti diversamente

Nella foto, da sinistra, il direttore sanitario Pittoni e il direttore generale Rasi Caldogno mentre illustrano la nuova configurazione degli ospedali bellunesi che tiene conto dell’evoluzione delle cure mediche (con periodi di ricovero ridotti) e del progressivo invecchiamento e diminuzione della popolazione.

Nella mattinata di oggi, mercoledì 15 maggio, Il direttore generale dell’Ulss Dolomiti, Adriano Rasi Caldogno, e il direttore sanitario, Giovanni Maria Pittoni, hanno presentato le schede ospedaliere approvate ieri in via definitiva dalla Giunta regionale del Veneto. Per inquadrare le novità di cui sono portatrici, i due dirigenti hanno richiamato il quadro di riferimento in cui si collocano. In particolare hanno fatto riferimento al progressivo invecchiamento della popolazione, con la necessità di calibrare le strutture sanitarie sul numero sempre crescente di malati cronici e con più patologie, e sull’evoluzione delle cure mediche che via via stanno riducendo i tempi dei ricoveri. Inoltre è stato fatto presente il significativo calo di popolazione registrato negli ultimi anni in provincia: le precedenti schede facevano riferimento a 2012mila abitanti, le attuali a 204mila.

Queste diverse caratteristiche delle cure mediche e dell’utenza da servire hanno comportato una diminuzione di 45 posti letto negli ospedali pubblici provinciali, compensata però da 49 posti (che saranno attivati via via) nelle strutture intermedie deputate a prendere in cura il malato dopo l’intervento in ospedale e prima del rientro nel suo domicilio o in casa di riposo. Inoltre ci sono 30 posti letto in più a Feltre a disposizione anche dei malati del Primiero e ci sono pure 50 posti in più a Cortina d’Ampezzo. In totale i posti letto previsti dalle nuove schede sono 894, ben di più dei 755 che toccherebbero alla provincia applicando il parametro previsto a livello nazionale per le zone disagiate come la montagna di 3,7 posti ogni 1.000 abitanti (per le zone non disagiate il parametro è di 3,5). Precisazioni tese a far comprendere che la diminuzione di letti in alcuni reparti è compensata da aumenti in altri settori in una dinamica tesa a rispondere alle nuove esigenze.

Per quanto riguarda i vari ospedali, queste le novità principali delle schede evidenziate da Rasi Caldiogno e Pittoni. Per il San Martino di Belluno sono state citate la Struttura di riferimento regionale per le patologie da zecche presso il reparto di Malattie infettive; la nuova Unità operativa di Chirurgia vascolare con un primario e 6 posti letto che migliora l’offerta chirurgica dell’ospedale; la nuova Unità operativa di Neuropsichiatria infantile (con primario e 2 posti letto) che le schede prevedono per tutte le Ulss vista la domanda crescente di cure in quest’ambito; l’Unità neurovascolare di secondo livello per trattamento trombolitico e endovascolare presso la Neurologia (attualmente il secondo livello è a Treviso); il Trauma center in Ortopedia; la conferma delle Unità semplici dipartimentali (Usd) di Emodinamica e di Chirurgia senologica. Per quanto riguarda la richiesta giunta dal territorio di attivare la Neurochirurgia H24, Rasi Caldogno e Pittoni hanno fatto presente che non ci sono i medici per farlo e che sta funzionando una convenzione con Treviso che invia i suoi specialisti per attività di ambulatorio durante la settimana e per alcuni interventi chirurgici. Non accolte neppure le richieste relative ai primari di Anatomia Patologica e Psichiatria.

Per quanto riguarda l’ospedale di Feltre, oltre ai 30 posti letto in più a disposizione dei pazienti del Primiero, le nuove schede ospedaliere confermano il Santa Maria del Prato come riferimento regionale per la Chirurgia oncologica gastrointestinale e rendono dipartimentali (quindi con una certa autonomia di budget) le Unità semplici di Malattie infiammatorie gastrointestinali, di Neurofisiologia e di Decadimento cognitivo.

Per quanto riguarda l’ospedale di Agordo, c’è stato un aumento di posti letto in Medicina, Chirurgia e Ortopedia con il mantenimento del primariato.

Per ciò che concerne l’ospedale di Pieve di Cadore, è stata resa dipartimentale l’Unità semplice di Anestesia e rianimazione ed è stato indicato come base per il volo notturno anche per le Ulss 2, 3 e 4.

Per quanto riguarda l’ospedale di Lamon, c’è stato un aumento dei posti letto con la conferma della struttura come polo di coordinamento riabilitativo aziendale con attività multidisciplinare.

Per ciò che concerne gli ospedali, in totale Belluno avrà 28 primari e 292 posti letto, Feltre 19 primari e 264 posti letto (più i 30 per il Primiero), Agordo 4 primari e 73 posti letto, Pieve di Cadore 4 primari e 79 posti letto, Lamon 1 primario e 70 posti letto, Cortina 86 posti letto.

Per quanto riguarda le strutture intermedie: i posti in Hospice sono 15 e sono già attivi (8 a Belluno e 7 a Feltre). I posti in Ospedali di comunità sono 88 di cui 17 ad Agordo (4 già attivi), 15 a Belluno (in via di attivazione), 15 a Feltre (4 già attivi), 21 nell’ex ospedale di Auronzo (attivi) e 20 nella Casa S. Antonio Abate di Alano di Piave (attivi). I posti nelle Unità riabilitative territoriali sono 14 (7 ad Agordo e 7 a Lamon, non ancora attivi). Da segnalare che gli ospedali di Agordo, Belluno e Feltre avranno anche l’Osservazione breve estensiva, cioè la possibilità di una prima valutazione del paziente per capire se c’è la necessità o meno di ricorrere alle cure ospedaliere.

Per ciò che concerne infine i mezzi di soccorso avanzato, oltre all’elicottero del Suem, l’Ulss è dotata di 3 auto medicalizzate (a Belluno, Pieve di Cadore e Feltre), di 2 ambulanze con medico (a Cortina e Agordo), di 8 ambulanze con infermiere (2 a Belluno, 2 a Pieve di Cadore, 1 ad Auronzo, 1 ad Agordo, 2 a Feltre).

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