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martedì 23 Luglio 2019,

Sos in carcere, gli agenti chiedono aiuto al prefetto: «La sezione Salute mentale va chiusa»

Nella mattinata di oggi, mercoledì 15 maggio, la Polizia Penitenziaria della casa circondariale di Belluno è partita in corteo da Baldenich per arrivare in piazza Duomo, davanti alla Prefettura, dove si sono tenuti un sit-in e un incontro con Esposito.

«Chiediamo la tutela del personale e rivendichiamo il diritto a lavorare in sicurezza». Nella mattinata di oggi, mercoledì 15 maggio, gli agenti di Polizia Penitenziaria del carcere di Belluno sono partiti in corteo da Baldenich per arrivare in piazza Duomo, davanti alla Prefettura, dove si è tenuto un sit-in. Oltre all’incontro con il prefetto Francesco Esposito, richiesto dai poliziotti e dai rappresentanti sindacali di Cisl Fns, Cgil Fp, Sappe, Fsa Cnpp, Osapp e Uilpa. Tema: la situazione in cui versa la sezione Articolazione Salute Mentale della casa circondariale di Baldenich.

«Il prefetto ci ha ascoltato, ha accolto le nostre denunce e ha assicurato che redigerà un documento, che poi provvederà a inviare al ministero della Giustizia», dice Robert Da Re della segreteria territoriale Cisl Fns. «Nel 2016, con l’apertura della sezione Articolazione per la tutela della salute mentale nell’ex sezione femminile del carcere bellunese, è iniziato un calvario per poliziotti e operatori penitenziari, ma anche per gli stessi detenuti. L’inadeguatezza ha generato un susseguirsi di eventi critici, anche molto gravi, dove talvolta l’incolumità dei poliziotti penitenziari è stata lesa, costringendoli a cure mediche, anche di lunga durata. La sezione deve essere chiusa, senza più aspettare». In tre anni, ricorda Da Re, sono stati più di 200 gli eventi critici registrati. Ultimo in ordine temporale quello che si è verificato una settimana fa, mercoledì 8 maggio, quando un detenuto ricoverato nella sezione psichiatrica si è scagliato senza motivo contro i due agenti che erano lì in servizio, colpendoli più volte, in tutto il corpo, ma soprattutto al volto. Lo sfogo del detenuto si è placato solamente all’arrivo di altro personale della Polizia Penitenziaria accorso in aiuto.

«La situazione è insostenibile e drammatica», continua Da Re, «e si somma ad altre problematiche. Pensiamo solo che il carcere di Baldenich patisce una carenza di organico del 30%; del 50% per il personale amministrativo. Chiediamo sicurezza per i lavoratori, ma anche maggiore assistenza agli psichiatrici, che nella casa circondariale non hanno cure e assistenza adeguate». Attualmente la sezione Atsm conta sei detenuti. «I locali in cui sono ospitati sono fatiscenti, piccoli e inadeguati e i detenuti soffrono di gravi patologie psichiatriche che necessitano di assistenza h24, cosa che la struttura non riesce assolutamente a garantire», sottolinea il segretario Fsa Cnpp Lavinia Roldo, vice ispettore di Polizia Penitenziaria. «La sezione a Belluno, come in altre realtà, è stata aperta dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Ma la conseguenza è che ci è trovati di fronte a situazioni improponibili, come sta accadendo a Baldenich. La Polizia Penitenziaria non è in grado di far fronte alle problematiche di persone con gravi problemi psichiatrici e, per le strutture con meno di 300 detenuti, non è prevista la presenza del medico h24». Accade così che, a Belluno, per i detenuti dell’Atsm ci siano uno psichiatria e uno psicologo presenti soltanto 6 ore a settimana ciascuno.

«Non si può andare avanti così», ribadisce il segretario provinciale Cgil Fp Luisa Baschiera, assistente capo coordinatore. «Queste persone erano abituate a spazi ampi e in cui venivano organizzate attività e si trovano ora in locali inadeguati, in cui sono presenti oggetti con cui possono fare del male a sé stessi e agli altri. Pensiamo solo ai vetri delle finestre. A marzo 2018 sono stati distrutti mobili e termosifoni. La somministrazione dei farmaci è un problema e il personale vive con la paura di aggressioni, che sono tra l’altro imprevedibili».

I sindacati denunciano anche una condizione igienico-sanitaria molto precaria nella sezione psichiatrica, soprattutto per quanto riguarda alcuni pazienti e in particolare per un caso definito «al limite della dignità umana». «Tutte queste problematiche sono state segnalate aanche al Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria di Padova», fa presente Da Re. «Ci è stato assicurato che la sezione psichiatrica verrà chiusa e trasferita a Padova, ma intanto la sicurezza di chi ci lavora è ancora a rischio».

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