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lunedì 19 Agosto 2019,

Una Zona Economica speciale (Zes) per rilanciare le attività bellunesi dopo ”Vaia”

Confartigianato imprese Belluno ha inviato una lettera ai parlamentari invitandoli a valutare la proposta: «Chiediamo che il piano strategico che dovrà essere redatto dalla Regione e dalle amministrazioni interessate preveda una zona Zes o Zls (Zona Logistica Semplificata) nel territorio bellunese collegata alla Zes prevista a Venezia».

Rilanciare le attività in provincia di Belluno dopo la tempesta “Vaia” istituendo una Zona Economica Speciale (Zes). Questa la proposta che Confartigianato imprese Belluno ha fatto nella lettera inviata a tutti i parlamentari bellunesi. «Confartigianato intende cercare un nuovo filone di sviluppo, un volano di potenziale rilancio che vada in aiuto alla determinazione degli operatori e istituzioni locali», si legge nella missiva. «La nostra idea parte dalla discussione parlamentare in corso in questi giorni sull’istituzione di una Zona Economica Speciale non solo per i porti del Sud Italia, ma anche per Venezia. Il nesso economico-funzionale del territorio bellunese con il porto di Venezia ci pare indubbio e fonda le sue radici nella storia dei rapporti commerciali tra la laguna e le Dolomiti. Chiediamo pertanto che il piano strategico che dovrà essere redatto dalla Regione e dalle amministrazioni interessate preveda una zona Zes o Zls (Zona Logistica Semplificata) nel territorio bellunese collegata alla Zes prevista a Venezia e che tale proposta sia portata in sede di discussione parlamentare».

Confartigianato imprese Belluno fa sapere di essere «pronta a fare la sua parte insieme al mondo imprenditoriale e politico per cogliere lo spirito delle leggi esistenti. Dotare il nostro territorio di una Zes o Zls, adatte a richiamare investitori internazionali, sarebbe utile per ripensare i modelli organizzativi e portare qui attività di manipolazione delle merci, attività logistiche moderne ed efficienti.

La proposta di una Zes o Zls che offra le condizioni per attrarre investimenti esteri e quindi l’insediamento di nuove aziende, grazie ad agevolazioni non tanto (o non solo) fiscali, ma anche amministrative, è un’occasione unica per far crescere tutta l’economia della provincia ed invertire la rotta dello spopolamento».

«La tempesta Vaia ha comportato per tutto il territorio conseguenze economiche ingenti, un’emergenza che può essere riconosciuta dal diritto comunitario, permettendo deroghe alla rigida normativa sugli aiuti di Stato», scrivono ancora i parlamentari la presidente Claudia Scarzanella e il direttore Michele Basso. «L’articolo 107 del Trattato dell’Unione Europea prevede una deroga alle norme sugli aiuti di Stato in caso di calamità ed eventi straordinari che portino una penalizzazione socio-economica a un territorio. Finora, in Italia, è possibile istituire Zes soltanto nei porti meridionali. Crediamo che la tragedia sofferta e i danni recati da Vaia siano un presupposto sufficiente per chiedere l’applicazione di tale misura in deroga. D’altronde, se circa un quarto del traffico mondiale di merci si sviluppa attraverso zone franche e zone logistiche semplificate – ne esistono oltre 4.500 in 135 paesi – un motivo ci sarà. Gli altri paesi europei stanno già applicando la normativa sulle Zes in via derogatoria rispetto alla normativa UE. Adesso è giunto il nostro turno, dobbiamo avere un progetto chiaro, condiviso tra operatori, assistito da un quadro dispositivo ben scritto e sostenuto a livello politico».
«In sintesi, non si deve avere paura di nuovi modelli organizzativi, ma anzi occorre essere il motore propulsore del cambiamento», conclude la lettera. «Noi siamo pronti a fare sistema con le istituzioni locali e categorie per avviare una iniziativa decisa presso la Regione e il Governo di Roma per portare avanti questa proposta».

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