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sabato 21 Settembre 2019,

Formegan, molto partecipata la dedicazione della chiesa

La cerimonia si è tenuta venerdì 16 agosto con la partecipazione del vescovo Renato.

È stata una cerimonia suggestiva e molto partecipata quella della dedicazione della chiesa di Formegan venerdì 16 agosto scorso. Una data non casuale, perché coincide con la festa di San Rocco, che non è il titolare della chiesa, ma viene venerato da secoli nella frazione, rispettando un voto fatto dalla comunità nel 1855, durante l’ultima epidemia di colera che colpì il paese, che prevede di portare in processione la statua del santo lungo le strade della frazione.

I lavori – La chiesa è stata interessata da importanti lavori di restauro negli ultimi 20 anni: si è iniziato con gli interni dove, scrostando gli strati più recenti di intonaco, sono emersi affreschi preziosi, come un’Ultima Cena che richiama per stile e particolari pittorici quella del Santuario di San Vittore, ma anche un affresco di San Rocco risalente al 1200 e delle tracce di una Santa Lucia. In seguito è stata affrontata la facciata, che in origine era affrescata e colorata. Gli interventi degli ultimi anni hanno invece coinvolto il campanile, ripulito e restaurato negli intonaci, e il resto degli intonaci esterni dell’edificio, oltre alla piccola edicola sulla parete nord. Accanto a questi lavori, portati avanti dalla Parrocchia con i fondi raccolti dai frazionisti con varie iniziative e con il contributo di Fondazione Cariverona, del Gal Prealpi Dolomiti e dell’8 per mille della Cei, anche il Comune di Santa Giustina ha fatto la sua parte, realizzando un sagrato in pietra oggetto in questi giorni di un primo stralcio di lavori per la sistemazione dai danni delle intemperie.

Il rito – È stato il vescovo Renato Marangoni a benedire l’altare e la chiesa, a segnare con l’olio santo la mensa eucaristica e quattro croci poste sulle pareti della navata, prima di illuminare a festa la chiesa, che fino a quel momento era rimasta in penombra. «Questa casa è una cosa viva, è la storia delle nostre relazioni», ha detto il Vescovo durante l’omelia, «del nostro essere comunità fatta di tante componenti». Ad animare la celebrazione il “coro delle Chiesette”, una formazione corale maschile che si ritrova in occasione delle feste patronali delle frazioni per animare la Messa e renderla più solenne. La dedicazione è stata poi certificata da un documento, firmato dal Vescovo, dal parroco don Gianni Trevisan, dal sindaco Ivan Minella e dal sacrestano Enzo De Boni, che da decenni cura la chiesa con passione, rendendola sempre elegante e accogliente.

Il voto – Dopo il rito, è stato rinnovato il voto a San Rocco, con il Vescovo assieme ai sacerdoti – tra cui don Sergio Dalla Rosa, il parroco che ha dato il via ai lavori, e don Luigi Calvi, parroco di Meano, frazione che un tempo faceva parte della Pieve di Formegan – e al Sindaco ad aprire la strada alla statua del Santo, portata da alcuni frazionisti, lungo le strade riccamente addobbate dai fiori di carta realizzati da un gruppo di abili donne della zona.

La festa – Dopo il momento religioso, non è mancato il momento conviviale, occasione principale per raccogliere fondi per finire di saldare i conti dei lavori. L’occasione della dedicazione ha richiamato molta gente, più degli scorsi anni. La festa che cade nel periodo di Ferragosto è già di per se una garanzia di ampia partecipazione, con la presenza anche di chi si è trasferito fuori comune o fuori provincia, ma coglie questa occasione di devozione molto sentita per tornare al paese natale. Quest’anno erano davvero tanti i presenti alla festa, tale che la struttura dell’area verde di Prior non è riuscita a contenerli tutti: la speranza è che siano stati anche generosi nelle loro offerte, per permettere anche in futuro la manutenzione della chiesa.

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