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domenica 20 Ottobre 2019,

Alpini del 7° uccisi nel 2010 in Afghanistan, Farina: «Ricordiamoli anche a Belluno»

A nove anni esatti dall'attentato nel distretto del Gulistan, il responsabile Consulta provinciale forze armate e sicurezza vorrebbe che fosse dedicata loro «una via cittadina , un luogo, anche solo un piccolo monumento».

«Era il 9 ottobre 2010, passo di Buji nel distretto del Gulistan (Afghanistan) circa 200 km a est da Farah. Alle 09.45 locali, un ordigno Ied (Improvised Explosive Device) esplode al passaggio di un blindato Lince, mezzo facente parte di un’autocolonna militare italiana che stava scortando dei veicoli civili adibiti al trasporto di elementi logistici. Quattro furono le vittime del vile attentato contro i militari appartenenti al 7° Reggimento Alpini d’istanza nel nostro capoluogo, inquadrato nella Brigata Alpina Julia». A ricordare il tragico evento a nove anni di distanza, è Alessandro Farina, responsabile Consulta provinciale forze armate e sicurezza-Fratelli d’Italia.

Le quattro vittime appartenenti al 7° furono il caporalmaggiore scelto Sebastiano Ville, 27 anni, di Francofonte (Siracusa); il caporalmaggiore scelto Gianmarco Manca, 32 anni, di Alghero (Sassari); il 1° caporalmaggiore Marco Pedone, 23 anni, di Patù (Lecce); il 1° caporalmaggiore Francesco Vannozzi, 26 anni di San Giovanni alla Vena (Pisa). «Un quinto collega, sopravvissuto all’esplosione, il caporalmaggiore scelto Luca Cornacchia, riportò gravi traumi e venne trasferito nell’ospedale militare da campo americano di Farah», ricorda Farina. «Gli Alpini caduti, militari preparati ed esperti, da anni prestavano servizio al 7° Reggimento Alpini. Con orgoglio indossavano la divisa e il cappello alpino, per i quali hanno sempre mostrato un forte attaccamento e senso di appartenenza. Nonostante siano passati 9 anni da quel maledetto giorno, il ricordo di Sebastiano, Marco, Gianmarco e Francesco, è sempre vivo nel cuore di tutte le persone che hanno avuto modo di condividere con loro la quotidianità, anche al di fuori dell’ambito lavorativo, per il quale, con grandissimo spirito di sacrificio, hanno elevato la loro vita per il servizio che la loro Nazione li aveva chiamati a svolgere in quelle terre così lontane da casa, martoriate da una natura ostile, disperata e crudele.

«“La guerra è sempre l’eterna fatica del fante”. Ieri come oggi», continua Farina. «E per loro è stato un “Afghanistan di solo andata”. Il mio desiderio e sogno, sarebbe vedere a loro dedicata una via cittadina, un luogo, anche solo erigere un piccolo monumento, simbolo indelebile del ricordo e del ringraziamento che la città di Belluno porge nei confronti di questi Uomini. Un luogo dove il 9 ottobre e, non solo, i nostri ragazzi possano essere ricordati».

1 commento

  • Credo sia giusto ricordare i Nostri Alpini Caduti in Afghanistan, con l’occasione voglio ricordare che a Feltre, nel 2014 a cura della Sezione A.N.A., è stato eretto un monumento a memoria dei militari citati nell’articolo, compreso Matteo Miotto caduto il 31 dicembre dello stesso anno. Mi risulta che anche all’interno della caserma del 7^ A Belluno ci sia un monumento in loro onore.
    Cordialmente.
    Carlo Balestra, già Presidente Sezione A.N.A. Feltre.

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