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venerdì 22 Novembre 2019,

Cartiera di Santa Giustina, adesione totale allo sciopero

Era stato proclamato unitariamente per ieri, lunedì 14 ottobre, dalle organizzazioni sindacali per la sicurezza. I 200 dipendenti hanno incrociato le braccia 4 ore per ognuno dei tre turni di lavoro (foto Google Maps).

Adesione totale dei lavoratori allo sciopero proclamato unitariamente dalle organizzazioni sindacali Fistel Cisl, Slc Cgil e Uilcom Uil territoriali per la giornata di ieri, lunedì 14 ottobre, alla storica cartiera Reno De Medici di Santa Giustina. I 200 dipendenti hanno incrociato le braccia 4 ore per ognuno dei tre turni di lavoro. Le organizzazioni sindacali, unitamente alle Rsu di stabilimento e alla pressoché totalità dei lavoratori, protestano per una questione cruciale: la sicurezza.

«Ad oggi – spiegano Giuseppe Vallotto, segretario generale della Fistel Cisl Belluno Treviso, Mauro De Carli, segretario generale della Cgil di Belluno e Fabrizio De Bortoli, segretario generale Uilcom Uil Treviso Belluno – il numero degli infortuni nella cartiera durante le lavorazioni è raddoppiato rispetto all’anno precedente: da quattro a otto. La situazione è estremamente preoccupante e la reticenza da parte dei vertici aziendali ad affrontare con le organizzazioni sindacali il problema è inaccettabile: dopo l’ultimo incidente, avvenuto più di un mese fa, siamo riusciti a ottenere un incontro dopo grande insistenza solo per la fine di ottobre. I lavoratori hanno il diritto di avere risposte veloci sul delicatissimo tema degli infortuni in aumento e di essere messi nelle condizioni di lavorare serenamente e in sicurezza: è vero che l’azienda formalmente in questi anni ha investito molto in formazione, ma non si può non puntare il dito contro i carichi di lavoro a volte eccessivi, i tanti straordinari che vengono richiesti ai dipendenti e il clima di lavoro non sempre gradevole».

A tutto ciò si aggiunge la gravità di un comportamento definito dai sindacati «poco rispettoso» nei confronti dei lavoratori del reparto allestimento. Lo scorso aprile è crollata parte del tetto del capannone e ad oggi, dopo cinque mesi, il manufatto non è ancor stato sistemato. «Non è sufficiente – spiegano Vallotto, De Carli e De Bortoli – intervenire e tamponare il problema delle basse temperature registrate nel reparto solo dopo che in azienda si era sparsa la voce di un probabile sciopero. Chiediamo alla De Medici di risolvere il problema e di ripristinare condizioni di lavoro dignitose per i lavoratori della cartiera e relazioni sindacali fondate sulla ricerca e sulla valorizzazione di soluzioni condivise».

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