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sabato 30 Maggio 2020,

A un anno da Vaia, il giardino dell’hospice Le Vette torna a splendere

La parte antistante è stata sistemata a cura di Mano Amica, che ha fatto da capofila a una serie di volontari permettendo di riprogettare quella parte di giardino. Sono stati installati, infatti, dei giochi per bambini e una fontana simbolo di vita.

Nella mattinata di oggi, giovedì 31 ottobre, è stato inaugurato il giardino dell’hospice “Le Vette” , ritornato a vivere un anno dopo Vaia grazie a Mano Amica. Anche il giardino dell’ospedale di Feltre, infatti, ha cambiato fortemente volto dopo la tempesta di fine ottobre 2018 aveva sradicato centinaia di alberi all’interno delle mura ospedaliere. La parte antistante l’hospice è stata sistemata a cura di Mano Amica, che ha fatto da capofila a una serie di volontari permettendo di riprogettare quella parte di giardino e darle nuova vita. Sono stati installati, infatti, dei giochi per bambini e una fontana simbolo di vita. Lo scopo è quello di rendere accogliente e sereno un ambiente dove i familiari delle persone in hospice possano trovare sollievo, per accompagnare con dignità i loro cari.

Sono stati installati dei giochi da giardino per bambini come altalene, dondoli e un castello. La fontana simboleggia il fluire della vita, come ha spiegato l’architetto Alessandro Moretto che l’ha progettata: sul marmo bianco sono rappresentati i tre cerchi delle fasi della vita (giovinezza, età adulta ed età anziana) con grandezza in scala con i rapporti statistici sulla popolazione e diversi gradi di profondità per far scorrere l’acqua in modo più o meno frizzante, come lo sono le fasi della vita. L’acqua che sgorga dal marmo cade poi in un infinito rappresentato da un basamento di raccolta nero. Da lì l’acqua poi si rigenera in un fluire continuo.

Sono stati in molti a collaborare per la realizzazione del giardino, come ha ricordato il presidente di Mano Amica Paolo Biacoli, coordinati da Valentino Colmanet: Fondazione Cervo, Casel de Vignui, Rotary giovanile Feltre, Jessica Boroluz, Associazione Auser Sospirolo, Associazione Formiche rosse, Associazione volontari sangue di Mugnai, Corsa d’altri tempi, Comitato San Zenon, Gruppo sportivo Pellegai Samprogno, Gruppo Alpini Lamen, Setgar e altri imprenditori che hanno donato dei manufatti di arredo ma vogliono rimanere anonimi. Tante anche le aziende che hanno partecipato alla realizzazione del giardino: i vivai Scariot e Mazzocato, lo studio Moretto Villanova, Gemmo, Fratelli Giotto, Officina Velo, Proludic srl e Fent Marmi. Il direttore generale dell’Ulss Dolomiti Adriano Rasi Caldogno ha ringraziato Mano Amica e tutti i numerosi volontari per la preziosa opera.

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