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venerdì 13 Dicembre 2019,

Lettera del Vescovo ai coniugi separati e divorziati

"Una parola da confidarvi: Scusate!". Invito al Centro Papa Luciani per domenica 1 dicembre.

A voi che avete scelto di essere famiglia e avete attraversato situazioni che vi hanno portato alla separazione o anche al divorzio e, oltre questo, a iniziare nuove esperienze di unione per cui alcuni hanno scelto di risposarsi civilmente o di non sposarsi… a voi tutti giunge questa lettera!

Mi rivolgo a voi con un saluto che intende aprire un rapporto di conoscenza, di stima e di dialogo.Non solo, desidera anche farvi conoscere il desiderio di potervi incontrare. Vi parlo a nome della diocesi di Belluno Feltre, di cui sono vescovo.

C’è una parola iniziale da confidarvi: Scusate! C’è in questa parola la nostra consapevolezza di avervi spesso ignorato nelle nostre comunità parrocchiali. Forse avete anche sofferto per atteggiamenti tra noi di giudizio e di critica nei vostri confronti. Abbiamo anche per un lungo tempo dichiarato che non potevate essere pienamente ammessi ai sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia, mentre in molti di voi c’era il desiderio di essere sostenuti dal dono dei sacramenti e dall’affetto di una comunità.

In questo ci siamo irrigiditi su una visione molto formale delle situazioni familiari a cui eravate pervenuti. Abbiamo sbagliato a non considerare altrettanto la situazione personale, i sogni che avevate alimentato, la vostra vocazione alla vita coniugale con i progetti di vita che comportava, seppure incorsi in vicende familiari travagliate, dove tanti fattori possono essere stati decisivi ad ostacolare tutto questo. È proprio in queste situazioni complesse che la responsabilità personale ha bisogno di essere sostenuta e aiutata proprio nelle sue fragilità.

A chi tra voi si è scoraggiato e ha lasciato le nostre comunità parrocchiali, siamo qui per confidarvi che ci mancate e che sentiamo di aver bisogno di voi e della vostra testimonianza di vita. Siamo consapevoli che le vicende travagliate, che avete attraversato e che hanno disturbato e ferito i vostri affetti familiari, possono aiutarci tutti a considerare la vita come un dono mai scontato, come una responsabilità mai conclusa, come un poter ricominciare il percorso dell’esistenza per la promessa che esso rappresenta.

Ci risuona una parola di Gesù: «Coraggio, alzati, ti chiama!». Parola che egli pronuncia su ogni vita, anche quando essa sembra compromessa nelle sue radici.

È per questa sua parola che vorremmo incontrarci tra persone che sentono delle ferite aperte nei loro affetti familiari o che hanno ricominciato una vita insieme e desiderano porla accanto a questa parola di vita di Gesù.

Ecco l’invito che ti/vi facciamo: nel pomeriggio di domenica 1° dicembre, alle ore 15.00, presso il Centro Papa Luciani a Col Cumano di Santa Giustina. Ci incontriamo assieme ad altre persone, tra cui alcune coppie di sposi, che all’interno della Diocesi di Belluno Feltre si dedicano alla pastorale della famiglia.

Credici… Credeteci…: sarà un incontro amichevole e familiare, dove anche ascolteremo la Parola di Gesù e riscopriremo anche le parole incoraggianti di Papa Francesco, che ha scritto in una sua esortazione: Amoris Laetitia.

Vi attendiamo!

Belluno, 22 novembre 2019

                                                                                                                       + Renato, vescovo

25 commenti

  • Non considero questo vescovo come mio pastore. Sono figlio di genitori divorziati, la mia esperienza mi dice che questa pseudo-chiesa sta agendo contro il Cielo e la Legge di Dio. Mia madre conviveva con un altro uomo dopo il divorzio, per anni non ha potuto fare la Comunione, poi quando è andata a Medjugorje e si è convertita e con l’aiuto della Grazia ha abbandonato l’uomo con cui conviveva ed è tornata in uno stato di grazia. Il contrario di ciò che fa la pseudo-chiesa attuale guidata da Bergoglio, ciò che fa non è da Dio…

  • Ho sofferto indicibilmente per tanto tempo. Rimasta vedova a trenta anni con un bambino piccolo, rincontrai un amico già separato. È stato il padre di quel bambino come l’altro suo che venne dopo.Sapevo che Gesù mi aveva aiutato ed era con noi. Ma la Chiesa no. Battesimo Cresime Comunioni tutto senza sacramenti insieme ai miei figli con addosso tanti occhi… Poi il lungo iter dell’annullamento, .Mi sono risposata nel 2010 a 63 anni… Dio ha messo sulla mia strada alcuni sacerdoti che in parte mi hanno aiutato.Per accedere ai sacramenti per dieci anni non abbiamo avuto rapporti Ho conosciuto tanti che partecipavano tranquillamente…Non so

  • bellissima lettera,un argomento che mi riguarda personalmente,una apertura che tutti noi attendiamo,l’ottusità della Chiesa su questo argomento..porterà allo svuotamento delle chiese,molti argomenti vengoni affrontati, carcerati immigrati ecc..ma noi? siamo forse figli di un Dio minore?.Eminenza, mi dispiace abitare così lontano…ma..inoltri questa sua lettera al Papa,ed a quell’apparato ecclesiastico che non fa carità umana, non ascolta la sofferenza dei tanti come me. Grazie .Rosa Tagliani

  • GRAZIE 🙏 MILLE ❣️ Noi – mio marito Francesco ed io! – abbiamo potuto sposarci quest’anno in Chiesa – ad Assisi ❣️dopo 41 anni insieme e 28 anni dopo il rito civile! essendo venuta a mancare la prima moglie.. Abbiamo sofferto.. ora abbiamo 88 & 75 anni – giusto ancora ‘in tempo’ – ringraziamo il Signore… ma tutti gli altri… 😢

  • Grazie per le Sue parole mi sono di grande conforto, io sono una mamma e sono divorziata con un nuovo compagno e un secondo figlio avuto dopo il matrimonio fallito ho faticato molto e sofferto in eguale misura per non poter ricevere la comunione e per le visioni ristrette che la chiesa e dei miei compaesani , che mi hanno fatto sentire la pecora nera messa in disparte , in cuor mio mi sono sempre detta che Nostro Signore sa chi sono e se questo deve essere il mio percorso lo accetto e lo vivo con Lui nel cuore perché io non sono sola …..beati gli ultimi……

  • Grazie per queste meravigliose parole di speranza, erano anni che le aspettavo ; sono separata e divorziata dal 2012, non ho mai lasciato la fede in Gesù ma mi sono allontanata dalla chiesa e dai buoni praticanti ;sono felice di aver letto questa lettera

  • Caro Vescovo,
    anche per me, umilmente, una parola per Lei: grazie.
    Per aver capito, per non aver giudicato e per tutto l’amore che permea le Sue parole. Non potrò partecipare perché abito a Torino, ma il mio cuore sarà sicuramente con Voi.
    Il Signore, soprattutto quando siamo nel baratro, cammina con noi e il Suo scritto ne è la prova tangibile.
    Grazie
    Roberto

  • Con rispetto , Le chiedo perché chiede perdono. Chi lascia la moglie o il marito e si rifà una nuova vita, certo va capito, ma di che cosa devo chiedergli scusa?

    • Il problema è di chi è lasciato, di chi ha subito non di chi ha scelto.

  • Sono nata cristiana e morirò cristiana, mi sono divorziata quindici anni fa dopo 22 anni di matrimonio non è stato facile credevo nel matrimonio e nei sacramenti ….avevo un gruppo di rinascimento insieme a una mia amica poi come un fulmine mi sono ritrovata in un tunnel oscurato dove alla cui mi si sono rivoltati tutti contro compresi genitori e parenti…e la chiesa alla cui avevo tanta speranza, ora lei chiede scusa…io oggi la chiesa la vedo in molte cose molto selvaggia nei confronti di bambini di persone malvagge , non credo nella chiesa. Credo in Dio credo in Gesù Cristo nostro unico Salvatore credo nella misericordio della nostra beate Vergine Maria…a loro rivolgo le mie preghiere , loro sono il centro del MIO UNIVERSO. Trovo coraggioso il suo tentativo di riunire le persone alla cui la chiesa ha chiuso le porte in faccia,le auguro buona fortuna. Saluti dalla Germania.

  • Questo vescovo ha preso una pagina del vangelo e ne ha fatto una pagina di vita, facendoci sentire il profumo della misericordia

  • E’ interessante e tocca ancora il cuore. Purtroppo non potrò partecipare all’incontro, ma sono interessata all’argomento cui ho dedicato tanta riflessione per tutta la vita. Grazie a Sua Eccellenza il Vescovo

  • Grazie signor Vescovo. Ne avevamo bisogno.

  • Trovo che finalmente la chiesa ha Aperto gli occhi e riaccetta Le famiglie sposate.

  • Eccellenza, ogni volta che leggo interventi simili sono a disagio. Non l’ho mai confessato e ora lo faccio a Lei, Vescovo di Feltre-Belluno. Sono stato dalle sue parti all’inizio degli anni sessanta, precisamente a Vellai nell’allora istituto Don Guanella, come assistente dei ragazzi e aspirante guanelliano. Il parroco di Vellai, che a volte ci teneva lezioni di Morale e non solo, mi pare non insegnasse, ad esempio sul sacramento del matrimonio (allora non c’era ancora il divorzio) e sulle prescrizioni relisios. Del resto nemmeno il Catechismo era lo stesso di oggi. La domanda che mi viene “spontanea” e che rivolgo a lei è questa: mi prendeva in giro quel parroco e quelli che mi avevano insegnato il Catechismo o quelli che oggi mi insegnano cose diverse riguardo agli stessi argomenti. Perché oggi, per rimanere in tema lasciare la propria maglie e andare con un’altra donna, non è peccato e prima si, perché il matrimonio era indissolubile? E in generale: quante religioni cristiane cattoliche ci sono? E i comandamenti, quelle pietre pesanti caricate sulle spalle di Mosè, sono sempre dieci? Non mi dica che nulla è cambiato nella sostanza delle cose, ma che si tratta di aggiornamenti per venire incontro ai fedeli e alla nuove esigenze. La risposta sarebbe molto debole e non risolverebbe il problema. Buona domenica.

  • La lettera del vescovo di Belluno Renato Marangoni è uno dei testi più belli scritti da un vescovo che abbia letto da vari anni a questa parte. Lo dice chi è biblista professionista dal 1992, marito e padre di famiglia, formatore nella pastorale familiare dal 2005. Grazie!

  • Da filosofo credente – come mi sforzo di essere – e da coniugato da oltre 42 anni, ritengo, con il massimo rispetto per opinioni diverse, che la Chiesa debba finalmente prendere in seria considerazione le vicende e le esperienze di quanti hanno visto fallire il loro primo progetto di vita coniugale. Ovviamente se le persone lo desiderano seriamente. Una chiesa di “puri” non solo non è quella predicata da Francesco, ma soprattutto non è quella per cui Cristo si è incarnato ed è morto. Non mi si ricordi, per favore, la parabola dell’invitato a nozze che si presentò senza la veste adeguata, perchè nemmeno il figliol prodigo tornò a casa con la veste candida, eppure a suo padre (scrive il medico san Luca) si sconvolsero le budella quando lo scorse da lontano e gli si precipitò incontro. E poi, come ripete spesso Francesco, chi siamo noi per giudicare gli altri, cioè scendere nel profondo della loro coscienza? Chi può dire di “sentire” davvero la sofferenza di chi ha visto fallire il suo primo progetto di vita con un’altra persona? Grazie a quanti vorranno continuare, senza pregiudizi né risentimento, questo ragionamento.

  • Don Renato, buon giorno. Ho letto la Sua lettera alle coppie separate e/o divorziate, cioè alle “coppie irregolari”, portatrici comunque di ferite e sofferenze. Nell’omelia di ieri, Festa di CRISTO Re, il parroco, parlando del REGNO DI DIO, che tra gli uomini è iniziato con l’incarnazione passione e morte di GESU’, Suo figlio a noi donato, ha invitato i credenti presenti a considerare che GESU’, pur potendo scendere dalla Croce, non lo fece e scelse di rimanervi per associare alla Sua sofferenza quelle di coloro che pur riscattati dal Suo sacrificio avrebbero potuto aver ancora bisogno per affrancarsi dalla loro successiva fragilità.
    Grazie ,quindi, per la sua iniziativa che ribadisce che la misericordia di Dio è eterna e che la durata dell’eternità divina non ha limiti di tempo.
    Di conseguenza quella misericordia agisce sempre sul peccatore, liberandolo dai terribili lacci dell’angoscia. Anche San Pietro, Suo predecessore nel Collegio episcipale, rinnegò per ben tre volte il Suo Maestro. Grazie e eserciti il Suo servizio pastorale cum Petro e sub Petro, con Papa Francesco, non lasciandosi scoraggiare o turbare dai cristiani cattolici, che non si identificano nè nel buon Samaritano, nè in Gesù che chiede da bere alla prostituta della Samaria, per condurla sulla strada della fede. Viva ed operi nello spirito degli Apostoli, percependosi loro successore e non S.E.R. Con sentimenti di stima, assicurandole anche il ricordo di un divorziato non risposato durante la preghiera eucastica universale, durante la quale il celebrante ci invita a pregare per “il Collegio Episcopale”. Prof. Giuseppe Scaringella

  • Trovo sempre e solo confusione in questa chiesa e personalmente mi allontana ogni giorno. Proprio domani io e la mia ex andremo davanti un giudice che stabilirà ogni cosa della nostra vita. C’è una frase che non capisco nel matrimonio… nel bene e nel male nella buona e cattiva sorte etc etc. Dio sapeva che in un matrimonio tutto non poteva andare bene… l’aveva previsto. La vita è questa.. e vissero tutti felici e contenti esiste nelle favole. Ma la frase finisce con …. quello che Dio unisce l’uomo non separi. A questo punto mi fermo e passo a lei la parola. Una cosa ho capito nel l’umanità che fa e di sfa ciò che vuole fottendosene di Dio. Come sta facendo la chiesa oggi è forse da sempre… oggi dice una cosa e domani un altra e vi basta dire scusa al mondo per andare avanti. Mentre noi siamo sempre a farcene una colpa. Nel mio caso dove ho sbagliato dove sto sbagliando e se continuerò a sbagliare pur di essere davanti a Dio pulito. Questo per voi non importa. Importa il potere di chiese sempre più ricche. Di preti che sbagliano e che nascondeteper non perdere i vostri fedeli e mi fermo lì. E oggi lei chiede scusa a chi? Per cosa? Perché ci siamo allontanati dai sacramenti altre regole umane che ci avete imposto per fare voi soldi? Si faccia un bel l’esame di coscienza e si chieda perché l’umanità non ha più fede. in Dio. Di questo mi preoccuperei tanto

  • Occorrerebbe istituire in ogni Diocesi una commissione religiosa presieduta dal Vescovo che dovrebbe valutare caso per caso le dolorose separazioni, e concedere nel caso il nullaosta all’annullamento del matrimonio.
    Insomma una Sacra Rota distaccata.
    Perché generalizzare è anche pericoloso.
    Dio ha dato questa possibilità alla Chiesa
    quando disse:” Ciò che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e quel che slegherete sulla terra sarà slegato in cielo “.
    Così sarebbe tutto più facile e secondo la
    Parola e legge di Dio.

  • Sono un terziario francescano della FRATERNITÀ di Marcianise dal 1967. Ho 68 anni mia moglie nel 2012 abbandona me è due figli adottivi. GRAZIE

  • Emminenza, non condivido il suo pensiero, non perché io non abbia quella carità cristiana , ma perché, mi è stato insegnato fin da bambino che la Misericordia non prescinde dalla conversione.
    Non è la Chiesa che deve cambiare è il mondo che deve ritornare a Dio.
    Ma come?
    Con spirito di sacrificio, dobbiamo abbandonare la strada sbagliata a costo di piccole o grandi sofferenze: il prezzo da pagare per le nostre colpe che patiremo qui o in purgatorio. Perché se è vero che la Misericordia di Dio è infinita lo è anche la Sua Giustizia .
    Quanto alla richiesta di incontrare quelle persone che si sono allontanate e certamente la strada giusta, ma guai a scusarsi di una colpa che la Chiesa non ha.
    Non è la Madre che si è allontanata dai figli anzi sono i figli che le si sono allontanati seguendo la strada larga di una società malata.
    La Chiesa cattolica non sbaglia, purtroppo sono certe visioni distorte del Vangelo che confondono la Misericordia con l’accoglienza.
    È vero che Gesù frequentava i peccatori e per questo era odiato dai farisei, ma Gesù li prediligeva perché era venuto per curare le anime, non poté fare altrettanto con quelle persone che rifiutarono di convertirsi, farisei compresi.

  • […] le persone separate o divorziate della sua diocesi mons. Renato Marangoni, vescovo di Belluno, in una lettera di invito per incontrarsi insieme ad alcuni responsabili diocesani della pastorale familiare, il prossimo 1° […]

  • Io penso che non è l’uomo che va da Dio ma Dio Padre va sempre verso l’uomo per primo. Credo che la misericordia è per tutti e che l’uomo non viene “dopo” il sabato. Il sentiero di carità inaugurato da questo Vescovo, e prima ancora da Dio Padre, non è ancora stato battuto e ciò che dirà il Vescovo a questi figli di Dio e Fretelli nostri potrà forse fare sentire un amore che va oltre le “colpe”…che abbiamo tutti…o forse “nessuno”. La normalità dell’uomo è essere imperfettamente umano e amato…indipendentemente. Gesù, Dio Figlio è morto…MORTO per noi mentre eravamo ancora peccatori…non dopo la nostra conversione. Chi davvero può “meritate” il paradiso? Meritare la misericordia di Dio!!!? Se davvero dipende da Noi la salvezza e dalla nostra poca capacità di amare allora siamo davvero perduti…tutti! Anche chi si crede a posto come chi è “in regola”. Io credo che lo Spirito Santo sia forza e guida, Dio stesso presente che dà vita e respiro all’amore degli sposi…la mia esperienza è faticosa come in tutti i matrimoni e seppur nella fatica io e mio marito riceviamo da Dio molte grazie ogni giorno. La grazia di perdonarci tutte le piccole cose, la grazia di vederci ogni giorno con uno sguardo d’ amore, la grazia di saper attendere, pazientare, lottare…di saper stare calmi e saper donare all’altro l’amore. Litighiamo come tutti, abbiamo problemi economici come tutti, facciamo crescere dei figli come molti, insomma siamo umani…ma sostenuti da Dio ogni giorno. Non so cosa faccia la differenza tra una relazione che dura e una che finisce ma mi piacerebbe scoprirlo nel confronto e nella fiducia, nell’umiltà senza giudicare…con un’apertura nuova ma indispensabile oggi…non per fare “rifiorire la casse della Chiesa” ma per crescere insieme come figli amati e salvati. Con rispetto, Sarà.

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