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martedì 22 Settembre 2020,

Vincoli per Comelico e Auronzo, la Regione farà ricorso

Secondo il presidente del Veneto, Luca Zaia (nella foto), «si tratta di un mero elenco di prescrizioni e limitazioni stilato senza la benché minima conoscenza delle peculiarità del territorio montano».

«Ho appreso da alcuni sindaci del Comelico l’avvenuta notifica del decreto del ministro Franceschini che impone il vincolo dell’area alpina compresa tra il Comelico e la Val d’Ansiei. Si tratta di un mero elenco di prescrizioni e limitazioni stilato senza la benché minima conoscenza delle peculiarità del territorio montano, contro il quale ricorreremo in ogni sede opportuna». Con questa parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, annuncia l’opposizione della Regione del Veneto a quello che definisce «un decreto di vincoli assai poco ragionati, emesso, tra l’altro, respingendo con una certa arroganza l’appello da me formalizzato al ministro, per ridiscutere e approfondire l’intera questione».

L’appello del governatore del Veneto al ministro era stato inviato pochi giorni fa. La risposta è stata una nota in data odierna che dichiara l’impossibilità di sospendere la procedura di apposizione di vincolo stante lo «straordinario valore naturalistico» dell’area presa in esame.

«Un elenco di prescrizioni e limitazioni, peraltro elaborate senza una conoscenza puntuale delle peculiarità del territorio montano – aggiunge Zaia – non può governare la ricostruzione e l’ammodernamento di un’area così straordinaria, grazie anche all’attenzione e alla coscienza sempre poste nell’agire da parte dei sindaci e dei cittadini, che devono essere ascoltati e devono poter dare il loro contributo nella tutela paesaggistica ed ambientale futura. È il contributo di chi in queste montagne vive e amministra e le conosce meglio di chiunque altro».

Secondo l’assessore regionale alla Specificità bellunese, Gianpaolo Bottacin «questi vincoli mettono in grave dubbio anche gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico e io penso invece che prima di tutto debba venire l’incolumità dei cittadini. Se vogliamo mantenere la montagna dobbiamo garantire la sicurezza della gente di montagna».

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