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domenica 27 Settembre 2020,

Safilo, proteggere i lavoratori ad ogni costo

Lotto, segretaria provinciale del PD: «Ridurre gli esuberi, assumere lavoratori in altre aziende e ammortizzatori sociali per chi non trova ricollocamento immediato».

«Proteggere i lavoratori e le loro famiglie con ogni mezzo possibile». La segretaria provinciale del Partito democratico, Monica Lotto, ha partecipato nella mattinata di oggi, venerdì 13 dicembre, a Longarone alla manifestazione di solidarietà indetta dai sindacati dopo l’annuncio del piano con cui Safilo intende ridurre la sua forza lavoro di 700 presone, di cui 400 nello stabilimento bellunese. «Come spesso avviene le scelte sbagliate del management e le responsabilità dei dirigenti si scaricano sulle persone più deboli», ha sottolineato Lotto. «Ora non voglio che si perda tempo a ricercare le colpe del passato. C’è un problema ed è un problema gigante: come si dà sostegno a 400 famiglie. Credo si debba intervenire a più livelli, affiancando e sostenendo i sindacati nella contrattazione con l’azienda per verificare se sia possibile ridurre gli esuberi; facendo pressione sull’intero comparto dell’occhiale in provincia di Belluno perché altre aziende assumano una quota importante dei lavoratori in uscita da Safilo; infine prevedendo degli ammortizzatori sociali per tutte quelle persone che non riusciranno a ricollocarsi in breve tempo».

Su questo terzo punto l’appello di Lotto è rivolto al ministro bellunese D’Incà e al deputato del Pd, Roger De Menech perché «continuino a fare pressioni sul Governo, in particolare sul Ministero dello sviluppo economico. Anche perché la situazione di crisi non è solo di Safilo ma si compone con la Acc Wanbao dove quasi 300 persone rischiano il posto per l’annunciata chiusura dello stabilimento. Siamo seduti su una bomba sociale di proporzioni immani e non ci possiamo permettere tentennamenti o tatticismi», ha fatto presente Lotto.

Queste incertezze nell’economia bellunese, sottolinea il presidente del Partito democratico provinciale, Ezio Paganin, «del lavoro e dell’occupazione sono le conseguenze di un mancato piano di sviluppo industriale, nazionale e locale, da parte innanzitutto della politica in questi ultimi venti anni che correli gli orientamenti dello studio, della formazione professionale, della R&S e degli investimenti in ogni settore di attività, cosa che nessun Governo, con le parti interessate, ha fatto».

Siamo preoccupati, conclude Paganin, che i segnali di debolezza di questo periodo possano essere «la punta dell’iceberg di una crisi più ampia che coinvolge il Veneto e la provincia di Belluno a causa della ridotta capacità del mercato europeo e tedesco in particolare, da sempre il principale mercato di sbocco del Nord-est, di assorbire volumi come nel passato e questo a fronte dei dazi imposti dagli Stati Uniti, che rendono meno competitive le nostre imprese».

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