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lunedì 21 Settembre 2020,

La provincia di Belluno vista con lo sguardo dei ragazzi

Presentato al Rotary Club Belluno il docufilm «Movida» con cui il liceo «Dal Piaz» di Feltre ha vinto il bando ministeriale «Cinema per la scuola». Sottolineata l’importanza di una valida connessione internet.

«La provincia di Belluno ha un paesaggio bellissimo, ma chi rimane rischia di essere una “croda” dispersa?». Questo il quesito proposto in occasione del conviviale del Rotary Club Belluno che si è tenuto il 6 febbraio al Centro Giovanni XXIII di Belluno. Relatori il preside del Liceo «Dal Piaz» di Feltre, Mario Baldasso, la docente Anna Rosa Cavallari, il regista Alessandro Padovani – con l’aiuto regista Marco Possiedi – e gli studenti Giorgia e Gabriele che hanno parlato dell’esperienza «Visioni fuori luogo (La Montagna che r-Esite)» nell’ambito del bando ministeriale «Cinema per la scuola» vinto proprio dagli studenti dell’Istituto feltrino.

Il progetto del «Dal Piaz» si è concretizzato con la realizzazione del docufilm «Movida», uno sguardo reale e non romantico del territorio della provincia di Belluno. «Non volevamo raccontare il nostro territorio per quello che era in passato, o quello che vorremmo che fosse», ha detto il regista Padovani, «il nostro obiettivo era di presentarlo per quello che è oggi, con persone reali e ambienti naturali di tutti i giorni, facendo vedere la provincia di Belluno con lo sguardo dei ragazzi e dei bambini». E sono proprio loro i protagonisti del docufilm, sia davanti che dietro la cinepresa. Ecco quindi che durante l’incontro del Rotary sono intervenuti i due studenti, Giorgia e Gabriele, che hanno partecipato al progetto. Da entrambi è emersa la sorpresa di aver visto in alcuni Comuni, come a Lamon, i bambini giocare ancora all’aperto, in un ambiente sano e naturale; o di aver trovato dei veri eroi del vivere in montagna come sono gli ultimi abitanti della frazione di Davedino di Livinallongo. Nello stesso tempo hanno espresso tristezza per altre zone abbandonate, con capannoni in bella vista che sono in contrasto con le vette Dolomitiche.

Strutture architettonicamente orrende, ha messo in evidenza la professoressa Cavallari: «Pensate al nostro istituto “Dal Piaz”», ha esemplificato. «Un cubo di cemento che offende le vette Feltrine sul retro».

Il preside Baldasso, oltre a presentare il progetto, ha portato la testimonianza di una sua ex alunna, Caterina Doglioni (ricercatrice al Cern, ndr): «Una settimana fa è venuta a trovarmi a scuola e assieme abbiamo parlato se vi possa essere una possibilità di rientrare a lavorare a Belluno. Lei mi ha risposto che in altri Paesi del mondo, simili al Bellunese, è possibile rimanere perché molte attività si possono fare con la rete».

Il presidente del Rotary Club Belluno, Felice Gaiardo, ha concluso l’incontro con una domanda posta a Giorgia e Gabriele: «Dopo questa esperienza sareste disposti a trasferirvi, per esempio, a Davedino?». Questa la risposta: «Se ci potesse essere una vera infrastruttura digitale io non avrei problemi a trasferirmi con la famiglia».

Basterà una connessione internet più potente per rimanere e “r-esistre” in provincia di Belluno? Molti sono i temi su cui riflettere. Con «Movida» gli studenti hanno portato il loro punto di vista che prossimamente sarà proposto anche a una serie di festival a livello nazionale.

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