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domenica 5 Aprile 2020,

«Bene i nuovi stop in Veneto. Resta però il nodo fabbriche»

Il deputato e coordinatore veneto di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, interviene in merito alle restrizioni introdotte oggi, venerdì 20 marzo, dalla Regione del Veneto su parchi, uscite e attività commerciali.

Bene i nuovi stop in Veneto. Resta però ancora aperto il nodo delle fabbriche. Il deputato e coordinatore veneto di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, interviene in merito alle restrizioni introdotte oggi, venerdì 20 marzo, dalla Regione del Veneto su parchi, uscite e attività commerciali. «Restrizioni che devono essere un ulteriore stimolo a farci restare a casa: dobbiamo farlo per la nostra salute e per rispetto a tutte quelle migliaia di medici, infermieri e operatori della sanità che quotidianamente sono al fronte in questa guerra contro il Coronavirus», dice il sindaco di Calalzo. «Ieri ho chiamato il direttore generale dell’Ulss 1 Dolomiti perché portasse a tutti i lavoratori dei nostri ospedali il nostro ringraziamento per il loro sacrificio. Tutti i cittadini possono aiutarli in questo difficilissimo momento, semplicemente restando a casa e rispettando i decreti nazionali e le ordinanze regionali e comunali: non si chiede tanto, ma restando a casa diminuiscono le possibilità di contagio e possiamo in qualche modo alleggerire il lavoro dei nostri ospedali. Il sacrificio di pochi giorni vale davvero una vita; anzi, più di una: la nostra, quella di chi ci sta attorno e quella di chi lavora per difendere e salvare la salute di tutti».

Resta ancora un nodo aperto. «Le fabbriche vanno chiuse, al più presto», prosegue. «Tutti questi provvedimenti rischiano di essere inutili finchè continuiamo a rinchiudere in autobus, metropolitane e tram centinaia, migliaia di lavoratori che poi restano chiusi a condividere lo stesso spazio per turni da otto ore. Dobbiamo farlo per i lavoratori e per tutti quelli che entrano in contatto con loro, una volta usciti dalle aziende».

Se i cittadini devono restare a casa, per De Carlo e FdI i deputati devono invece lavorare in Parlamento «per il bene della nazione, delle famiglie e della nostra economia. Il decreto Cura Italia è un piccolo cerotto contro questa enorme piaga che ci sta colpendo, e tutti noi deputati dobbiamo lavorare per migliorare il provvedimento e aiutare le nostre imprese e le famiglie italiane». Cominciando, ad esempio, dall’acquisto di prodotti italiani. De Carlo lancia un appello: «Quando andate a fare la spesa, uno per famiglia, comprate italiano: siamo l’eccellenza eno-gastronomica, agricola, lattiero-casearia a livello mondiale, possiamo rialzarci anche questa volta. Comprando italiano acquistiamo prodotti di qualità e aiutiamo i nostri produttori in questo drammatico momento».

I rappresentanti di Fratelli d’Italia si sono poi messi a disposizione degli enti dove siedono in consiglio: «Dove siamo sindaci, consiglieri di maggioranza o di opposizione, noi ci siamo messi a disposizione del territorio», sottolinea De Carlo. «Non è il momento dello scontro politico, ma dobbiamo lavorare uniti per uscire da questo momento limitando al più possibile i danni».

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3 commenti

  • Non vedo il motivo perché bisogna lasciare delle fabbriche aperte che producono cose al momento non indispensabili e gli operai rischiano la vita

    • mi associo! servono scelte coraggiose..e sento parlare solo di mascherine e di stop alle passeggiate…non ho visto scelte decisive proporzionate agli spiragli dati dall’europa. facciamo tutti le ferie estive ora…poi questa estate lavoriamo. grazie

  • Bisogna che il governo chiuda tutto Italia al 100% obbligando la gente de fare la spesa on line ( supermercati possono adoperare consegne a domicilio)

    Visto che ci sono gente testardi in giro ..serve davvero carabinieri in ogni quartiere

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