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martedì 14 Luglio 2020,

Decreto Conte, i sindacati ai prefetti: «Chiarimenti sulle occhialerie»

Le segreterie regionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno inviato ai prefetti di tutte le province del Veneto una nota in cui chiedono delucidazioni sull'ultimo decreto del presidente del Consiglio di ministri.

«I lavoratori sono preoccupati, in particolar modo per quelle aziende nelle quali si sono evidenziate positività al coronavirus». Lo si legge nella nota che le segreterie regionali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno inviato ai prefetti di tutte le province del Veneto.

«A seguito della emanazione del decreto del presidente del Consiglio del 22 marzo 2020 recante “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”, e in funzione del fatto che il Dcpm non tiene conto, se non in modo parziale, delle istanze che Cgil, Cisl e Uil nazionali hanno posto all’attenzione dell’esecutivo, siamo a segnalarVi la condivisa crescente preoccupazione fra i lavoratori», scrivono i sindacati. «Pertanto, sarà nostra cura evidenziare tutte le criticità che emergeranno nelle aziende di nostra competenza e chiedere un immediato intervento ai sensi della legislazione attuale. Qualora, se per ragioni oggettive non fosse possibile l’applicazione, anche momentanea, dei protocolli di sicurezza in applicazione rigorosa delle indicazioni del Ministero della Salute oppure se l’evoluzione del contagio dovesse assumere livelli di tale gravità da impedire la normale prosecuzione di talune attività, si invita a un confronto immediato e azioni conseguenti per attivare tutti gli strumenti forniti dalla legge, nelle diverse modalità consentite dai provvedimenti di emergenza disposti dal Governo».

Un aspetto su cui i sindacati puntano subito il dito è il «difforme comportamento nel territorio regionale del Veneto delle aziende con Codice Ateco 32.50.50», che corrrisponde alla “Fabbricazione di armature per occhiali di qualsiasi tipo; montatura in serie di occhiali comuni”. In parole povere, l’occhialeria. «In considerazione della numerosità delle persone occupate in queste aziende siamo a richiedervi se rientrano o meno tra quelle per le quali il sopracitato Dcpm prevede la prosecuzione dell’attività», chiedono i sindacati ai prefetti. «Inoltre, riteniamo che per tutti coloro che dovranno con il loro lavoro assicurare i servizi essenziali per il paese, l’applicazione del protocollo del 14 marzo sia indispensabile per garantire il diritto costituzionale alla salute individuale e collettivo. Pertanto, chiediamo misure stringenti per garantire l’applicazione del protocollo stesso con l’intervento, se necessario, delle autorità sanitarie e delle forze di sicurezza».

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