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domenica 27 Settembre 2020,

Appello alle imprese: «No al blocco dei pagamenti. Rischio collasso»

La preoccupazione della Camera di commercio di Treviso Belluno e dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

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No al blocco dei pagamenti. Il rischio è che il sistema finanziario collassi. L’appello alle imprese arriva dalla Camera di commercio di Treviso Belluno e dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Nelle prossime settimane tutte le aziende, in maniera diversa a seconda dei settori, si troveranno di fronte a un crollo del fatturato e degli incassi. La prima conseguenza è che le imprese si troveranno in una crisi di liquidità e saranno portate a ritardare o congelare i pagamenti ai fornitori, e persino ai dipendenti, generando un effetto a cascata di contrazione della liquidità di tutto il sistema economico. A causa di questo “liquidity crunch” molte aziende potrebbero cessare l’attività o fallire, generando un livello di disoccupazione incontrollabile, mai sperimentato prima.

«È in questo preciso momento di crisi», sottolinea il presidente della Camera di commercio Mario Pozza, «che è indispensabile aiutare le imprese, infondere una visione di futuro e quindi di fiducia, adottando un serio provvedimento che dia liquidità alle aziende che generano profitti, quindi occupazione e quindi stabilità socio-economica al Paese. Serve anche fare chiarezza: abbiamo visto come la deroga del pagamento Iva non fosse certa e così le imprese avevano già pagato per non incorrere in eventuali sanzioni. L’incertezza della governance disorienta e in questo momento di crisi mondiale può generare gravi danni umani, ci siamo già passati con i suicidi del 2008. Il Veneto ebbe il triste primato, non vorrei che una volta curati i danni da Covid-19 si dovessero piangere le vittime di una crisi economica».

La Camera di commercio ha già concordato un tavolo di confronto con l’Ordine dei dottori commercialisti per iniziative a sostegno delle imprese e per il rilancio economico, in stretta concertazione con la Regione del Veneto, le categorie economiche, gli ordini professionali e il sistema bancario. «In questo momento è fondamentale che le imprese utilizzino la liquidità, se esistente e disponibile», dichiara Michela Marrone, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Belluno, «con la giusta apprensione, ma senza bloccare i pagamenti, ciò per evitare che il sistema finanziario arrivi al collasso. Come previsto dal dl n.18/2020, sono state infatti introdotte misure a sostegno della liquidità delle imprese danneggiate, in base alle quali gli istituti di credito sarebbero già in grado di concedere alle imprese che ne fanno richiesta delle nuove linee di credito o delle moratorie rispetto alle posizioni attive. A tal fine è stata dedicata un’apposita del Fondo di garanzia che accelera e semplifica l’iter autorizzativo».

Gli imprenditori, prima di decidere di non effettuare un pagamento ad un fornitore (o ai propri dipendenti o collaboratori), dovrebbero valutare se con le attuali disponibilità finanziarie sono in grado di far fronte ai presunti impegni a breve-medio periodo. Nel caso di evidenti difficoltà nel fare fronte ai pagamenti, valutare subito con i propri istituti di credito i finanziamenti migliori per il caso specifico. Per scongiurare il rischio di liquidità le imprese devono impostare subito business plan economico-finanziario, con delle simulazioni realistiche per i prossimi mesi per testare la sostenibilità finanziaria e in caso di difficoltà accedere subito alle varie forme di finanziamento messe a disposizione delle banche.

«I commercialisti, la cui attività non ha subito nessun fermo, sono al fianco delle imprese», conclude Marrone, « soprattutto delle medio-piccole, non solo per l’ottenimento dei bonus e dei crediti d’imposta previsti dal decreto Cura Italia, ma anche per effettuare le valutazioni necessarie finalizzate a contenere il più possibile la tensione finanziaria, e ragionare con gli imprenditori sulle strategie da attuare per una rapida ripartenza dell’azienda, con l’auspicio che la fase emergenziale termini quanto prima».

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