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domenica 27 Settembre 2020,

Stop a tasse e imposte comunali, Massaro risponde agli esercenti

Il primo cittadino di Belluno (nella foto) sottolinea la necessità dell’intervento dello Stato, altrimenti verrebbe pregiudicata l’erogazione di tanti servizi a favore della popolazione.

Il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, ha risposto così alla lettera di un centinaio di esercenti bellunesi che hanno chiesto per il 2020 la cancellazione di tasse e imposte comunali: «Condivido il senso della richiesta che ci è stata presentata degli esercenti della città: d’altronde, non è tanto distante dalla richiesta che i sindaci hanno presentato al Governo, sollevando il problema che sono venuti a mancare in 40 giorni 5 miliardi di euro di entrate, cui si aggiungeranno ulteriori buchi di bilancio. A differenza dallo Stato, che può fare debiti, o delle Regioni che ricevono risorse dallo Stato, i Comuni devono chiudere i bilanci in pareggio con le loro forze, cioè esclusivamente con i tributi locali, che non finanziano chissà quali opere straordinarie, ma servizi essenziali come l’illuminazione pubblica, la casa di riposo, gli asili, le manutenzioni, lo sgombero neve, il riscaldamento delle scuole per il prossimo inverno e tanto altro. Tutti servizi che, in questo momento, siamo prossimi a chiudere a causa delle mancate entrate, anche se si è acceso un barlume di speranza dopo che il Governo ha promesso ai Comuni il trasferimento di 3 miliardi di euro, dato positivo seppur insufficiente».

«Lo stanziamento di trasferimenti statali e regionali che sterilizzino l’impatto dei tributi locali sulle aziende conseguirebbero un duplice risultato», ha continuato Massaro, «quello di alleggerire le nostre aziende e, al contempo, quello di consentire l’erogazione dei servizi comunali; giova poi ricordare che i Comuni erogano ai cittadini quasi il 90% dei servizi totali; ben venga, quindi, una simile soluzione».

«Nel frattempo – ha proseguito il sindaco – come Comune di Belluno abbiamo già assunto alcune iniziative che ci consentono di spostare i termini di pagamento delle imposte comunali: una decina di giorni fa, abbiamo deliberato lo slittamento per la dichiarazione e il versamento dell’imposta di soggiorno al 16 ottobre, unificando in quella data le scadenze del 16 aprile e del 16 luglio. Abbiamo anche rinviato al 31 luglio i pagamenti dell’imposta comunale sulla pubblicità e del canone di occupazione suolo pubblico, previsti per il 31 maggio; rinviata anche a fine emergenza la bolletta della Tari con il saldo 2019, e vedremo con Bellunum come potremo intervenire per l’annualità 2020. Non possiamo invece ancora intervenire sull’Imu, visto che la quota degli esercizi commerciali non è destinata ai Comuni, ma allo Stato, e quindi è necessaria una norma nazionale che indichi la strada corretta».

«Infine – conclude Massaro – in questi giorni ci stiamo coordinando con altri Comuni per proporre la riapertura di alcuni ulteriori filiere che, a nostro avviso, a determinate condizioni organizzative, igienico-sanitarie e di stretta sorveglianza sanitaria potrebbero ripartire sotto il coordinamento comunale. Non ci fa paura l’assunzione di responsabilità e siamo disponibili a ricevere gli adeguati poteri da Governo e Regione».

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