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domenica 27 Settembre 2020,

Donne nel mirino, due casi a Belluno e a Feltre

Il giudice per le indagini preliminari ha firmato due provvedimenti.

Tutela delle fasce deboli al tempo del coronavirus: la Procura della Repubblica e il Nucleo investigativo dei Carabinieri non si fermano, anche se nel periodo del lockdown la segnalazione dei casi è stata praticamente nulla. E ciò è motivo di per sé di preoccupazione. I Carabinieri di Belluno segnalano oggi, mercoledì 13 maggio, gli importanti esiti di due attività nate poco prima della chiusura: ancora una volta risulta evidente che una denuncia tempestiva permette all’autorita giudiziaria di intervenire efficacemente nella tutela della donna.

In questi giorni è stato sottoposto a una misura di sicurezza un 47enne bellunese: risulta che l’uomo, a partire dal 2019 e fino al gennaio 2020, abbia maltrattato la madre 80enne, percuotendola in più occasioni con schiaffi e calci, strattonandola violentemente e apostrofandola con epiteti ingiuriosi, oltre a minacciarla più volte di morte brandendo anche un coltello. In altre circostanze l’uomo avrebbe danneggiato e distrutto gli arredi di casa. Questa drammatica situazione è stata segnalata al Nucleo investigativo dei Carabinieri dai figli e dagli operatori sociali. I numerosi elementi riscontrati hanno consentito al giudice per le indagini preliminari di Belluno, su richiesta del pubblico ministero, di emettere la misura di sicurezza. L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato accompagnato presso una struttura sanitaria della provincia dove dovrà sottoporsi a specifici programmi e trattamenti terapeutici.

Il secondo caso di cui si sono occupati i Carabinieri ha rilevanza anche dal punto di vista economico e riguarda ancora le donne. Nel gennaio scorso un cittadino ungherese residente a Feltre, nato nel 1975, era stato tratto in arresto in flagranza di reato per maltrattamenti alla moglie. Durante l’udienza di convalida era stata disposta nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese. Poiché l’uomo non contribuiva al mantenimento della moglie e dei figli se non con 50 euro mensili, costringendo la donna a ricorrere a forme di aiuto assistenziale, sono stati disposti nei suoi confronti degli accertamenti patrimoniali. Ed è emerso che l’uomo percepiva mensilmente la somma di 2.100 euro come stipendio da operaio alle dipendenze di una ditta feltrina, facendo volutamente mancare i mezzi di sussistenza alla moglie e ai due figli minori nonostante la capacità reddituale. Il gip, quindi, con un «ordine di pagamento» ha disposto che l’uomo eroghi alla moglie la somma di 950 euro (mantenimento più affitto) con prelievo diretto sullo stipendio tramite il datore di lavoro.

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