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giovedì 4 Giugno 2020,

Ricordata la strage di Capaci e il suo significato

Il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro (nella foto): «Una tragedia che non si può dimenticare; una grande lezione di senso del dovere e senso delle istituzioni».

Un lenzuolo bianco appeso al balcone di Palazzo Rosso e un minuto di silenzio osservato dal sindaco di Belluno, Jacopo Massaro, alle 17.57, a 28 anni esatti dall’esplosione della strage di Capaci, costata la vita a Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo, agli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, e che causò altri 23 feriti: così oggi, sabato 23 maggio, il comune di Belluno ha aderito all’iniziativa proposta da Maria Falcone, sorella del magistrato palermitano e presidente della Fondazione Falcone, e dal presidente di Anci, Antonio Decaro.

«La strage di Capaci è stata una tragedia che non si può dimenticare; è stata anche una grande lezione di senso del dovere e senso delle istituzioni», ha commentato Massaro. «Anche in questo periodo di grande emergenza abbiamo toccato con mano cosa vuol dire senso del dovere: pensiamo al personale sanitario negli ospedali, agli uomini della protezione civile, alle forze dell’ordine, che stanno operando anche a costo della propria vita. La strage di Capaci ci ricorda come il senso dello Stato, del dovere, di comunità, vada oltre gli interventi nelle emergenze meteo, come nel caso della tempesta Vaia che abbiamo vissuto due anni fa e che ha visto centinaia di volontari impegnati nei soccorsi nonostante i grandissimi pericoli, o in quelle sanitarie, come questa epidemia che tanti caduti anche tra i medici, infermieri, sanitari, forze dell’ordine, ha causato; ci insegna che esiste un nemico ancora più subdolo: l’odio dell’uomo. Ci ha insegnato che si deve difendere la giustizia, il “bene”, impegnandosi in prima persona e rischiando anche quanto abbiamo di più prezioso».

«Dopo 28 anni – ha concluso Massaro – dobbiamo ancor più rinvigorire il ricordo di quanto accaduto soprattutto tra le nuove generazioni, per trasmettere loro non solo il senso del dovere, ma anche il rispetto delle istituzioni; per dire loro che si può e si deve distinguere il bene dal male, non accettando passivamente odio e ingiustizia».

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