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lunedì 10 Agosto 2020,

Protesta online dei professionisti esclusi dai contributi a fondo perduto

Aderisce alla protesta anche Belluno che conta 3.400 professionisti iscritti al Comitato Unitario Permanente il cui presidente, Innocenzo Megali (nella foto) annuncia entro fine mese un incontro con parlamentari bellunesi, Regione e Provincia.

Ingegneri, commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro, ma anche veterinari, geologi e periti agrari: i professionisti italiani giovedì mattina scendono in piazza (virtuale) contro la disposizione del Decreto Rilancio che li esclude dal contributo a fondo perduto previsto per gli imprenditori.

All’appuntamento – dalle 10.30 alle 12.30 sul canale YouTube di Professioni Italiane (https://bit.ly/ProtestaCUP e sul sito https://www.professionitaliane.it/) aderirà anche il Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali della Provincia di Belluno. «Abbiamo scelto di aderire a questa protesta, alla quale invitiamo tutti i nostri iscritti – spiega l’avvocato Innocenzo Megali, presidente provinciale del CUP – per far sentire ancora più forte le nostre ragioni e per sostenere e promuovere altre iniziative che possano mettere in luce le gravi disparità di trattamento di cui sono oggetto i professionisti. Proprio per questo, entro il mese di giugno vogliamo organizzare un confronto a livello provinciale con i parlamentari bellunesi, i rappresentanti in Regione Veneto e i vertici della Provincia per fare luce sulla situazione della nostra realtà e per riparare a questa ingiustizia al momento della conversione in legge del decreto».

Il tema principale del dibattito di giovedì – che vedrà partecipare 23 rappresentanti dei consigli nazionali, segretari di partito e giornalisti economici – sarà l’esclusione dei professionisti dall’accesso ai contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate a imprese e lavoratori autonomi: «Parliamo di un contributo minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le società, a fronte di una differenza di fatturato tra aprile 2019 e aprile 2020 di almeno 1/3, con percentuali di ristoro variabili a seconda della fascia di ricavi e compensi del 2019», spiega Megali. «Il Decreto Rilancio però esclude i professionisti ordinistici da questi contributi: una discriminazione inaccettabile, che coinvolge anche quelle realtà giudicate “essenziali” da questo Governo durante la Fase 1 dell’epidemia e che interessa milioni di persone in Italia e migliaia nella nostra provincia, professionisti già messi a dura prova dai tre mesi di chiusura forzata e che sono uno dei fattori trainanti dell’economia italiana. Questa esclusione aveva già portato il 21 maggio scorso i Consigli nazionali dei Consulenti del Lavoro e dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili a disertare la riunione convocata presso l’Agenzia delle Entrate proprio sul tema dei contributi a imprese e autonomi».

Verrà affrontata anche la questione del “Bonus 600 euro”, erogato ad alcune categorie dall’Inps senza vincoli, mentre per gli iscritti agli Ordini sono stati introdotti tetti di reddito e calo del fatturato. Mentre l’Inps ha già erogato in automatico il bonus per il mese di aprile, gli iscritti alle casse professionali attendono il via libera che deve arrivare con l’approvazione di un decreto interministeriale, atteso per i prossimi giorni.

Sono 2,3 milioni i professionisti in Italia iscritti a Ordini e Collegi nazionali. In provincia di Belluno sono 3.400 (tanti, infatti, gli iscritti al Comitato Unitario Permanente di Belluno al 31 dicembre 2018). A guidare la “classifica” c’è l’Ordine degli Ingegneri, con 831 iscritti; a seguire, il Collegio dei Periti Industriali con 722, l’Ordine degli Architetti (429), l’Ordine degli Avvocati (369), il Collegio dei Geometri (363), l’Ordine dei Dottori Commercialisti e Esperti contabili (197), il Collegio degli Agrotecnici (153), l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (114), l’Ordine dei Veterinari (95), il Collegio dei Consulenti del Lavoro (45), l’Ordine dei Geologi (42), il Collegio dei Periti Agrari (26) e, a chiudere, il Consiglio Notarile, con 14 iscritti.

«Parliamo di una fetta importante della nostra popolazione attiva provinciale – conclude Megali – e per questo confidiamo che la protesta di giovedì e il successivo incontro con tutti i rappresentanti della politica locale possano contribuire a rimediare in fretta a questa gravissima e ingiusta discriminazione».

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