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venerdì 17 Settembre 2021,

È partito da Cusighe il viaggio “Mask to Ride”

Alvaro Dal Farra e il suo team viaggeranno a tappe atraverso l'Italia e, in 8 regioni, consegneranno 50 mila mascherine certificate, anche per ragazzi con disabilità.

La pioggia non ha fermato il viaggio d’Italia di Alvaro Dal Farra, campione internazionale di Freestyle Motocross fondatore e manager del team Daboot, uno dei primi al mondo nella disciplina che vede i piloti saltare a diversi metri dal suolo e atterrare sulle pedane di metallo dopo un giro della morte o altre acrobazie al vetriolo. Insieme a Mattia Cattapan, atleta disabile fondatore di Crossabili, Nicola Barchet di Giesse Risarcimento Danni e l’atleta paralimpico Oscar De Pellegrin, Alvaro è sbarcato oggi, venerdì 5 giugno, ad Alessandria, ma non in piazza o su una pista infangata: è stata invece l’unità Spinale dell’ospedale Terenzio Borsalino guidata dal dott. Luca Perrero, primario del reparto, ad accoglierli.

I motociclisti freestyle hanno donato circa 1.000 mascherine. Questo viaggio, che Alvaro ha iniziato ieri da Belluno, sua città natale, e che concluderà il 13 giugno nella stessa città dolomitica dopo aver percorso 3.000 chilometri e aver attraversato tutta Italia con questo progetto denominato “Mask to Ride”, ha come scopo principale proprio quello di portare in dono alle persone più fragili, che hanno subìto un abbandono pesante durante l’emergenza Covid19, le mascherine che servono per vivere serenamente questa fase due.

Il reparto del dott. Perrero ha anche goduto di un fuori programma che i pazienti hanno dimostrato di gradire particolarmente: Alvaro, a bordo di una moto elettrica, e Mattia, con la sua carrozzina Triride, hanno corso e saltato lungo le corsie portando allegria e un pizzico di sana follia che, le ricerche stanno iniziando a dimostrare, sono utili davvero nella terapia ospedaliera. Perché si sa: il buonumore vale più di mille medicine, per la mente e anche per il corpo.

Sono anche intervenuti Luca Paiardi e Danilo Ragona di Viaggio Italia, due ragazzi di Torino che girano il mondo “in sella” alle loro carrozzine raccontando le cose dal punto di vista della disabilità, rompendo a modo loro gli schemi e facendo perciò un lavoro del tutto analogo a quello della carovana Mask to ride. “Alle falde del Kilimangiaro” di Rai3 li conosce bene, avendoli ospitati diverse volte.

“Mask to ride” si è poi spostata al Centro Puzzle di Torino, dove sono state donate altre 1.000 mascherine agli operatori sanitari che non hanno nascosto il loro entusiasmo e che a loro volta le consegneranno agli ospiti del centro diurno nell’imminenza di riaprire dopo la chiusura prolungata di questi mesi.

Domani ad attenderli ci sarà il mare della Liguria e poi il richiamo del sud che li porterà ad attraversare l’Italia nel rispetto delle regole, ma con la voglia di dimostrare che si può stare protetti senza sentirsi distanti e che solo il contatto e la disponibilità umane possono davvero fare del bene.

“Mask to ride” è un viaggio a tappe attraverso l’Italia, che coinvolge 8 Regioni e consegna 50.000 mascherine certificate anche per ragazzi con disabilità. L’idea è nata dalla collaborazione tra i bellunesi Nicola Barchet di Giesse Risarcimento danni, Alvaro Dal Farra del team di freestyle motocross DaBoot e Mattia Cattapan fondatore di Crossabili, e ha come testimonial il campione paralimpico Oscar De Pellegrin.

Ieri la tappa di apertura a Belluno al centro disabilità grave di Cusighe ha emozionato prima di tutti Alvaro Dal Farra, che ha ricordato i mesi di quarantena e promesso che tornerà presto a trovare gli ospiti della struttura, accolto con calore da ciascuno di loro. Poi la tappa a Cittadella, in piazza con le autorità e uno spettacolo in moto che, insieme alla donazione delle mascherine, ha ricordato una volta in più che ci si può divertire rispettando le regole e che lo sport è un ponte vero fra le persone. La tappa finale della prima giornata ha visto la città di Verona come protagonista, per la consegna mascherine e un nuovo intenso contatto, a distanza di sicurezza, con i ragazzi disabili.

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