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domenica 27 Settembre 2020,

Imprenditori edili compatti per la ripartenza del settore

«Dobbiamo ripartire dopo il blocco obbligatorio causato dal Covid e lo dobbiamo fare con nuove logiche». Ne sono convinti Antonio Olivotto, presidente della sezione Costruttori Edili di Confindustria Belluno Dolomiti, Franco Zannin, portavoce della Categoria edilizia di Appia Cna e Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno.

«Dobbiamo ripartire dopo il blocco obbligatorio causato dal Covid e lo dobbiamo fare con nuove logiche, per sostenere il lavoro e l’occupazione senza inutili paure». Ne sono convinti Antonio Olivotto, presidente della sezione Costruttori Edili di Confindustria Belluno Dolomiti, Franco Zannin, portavoce della Categoria edilizia di Appia Cna e Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno. Le imprese in prima linea, dunque, a sostegno del settore. E gli imprenditori sono compatti: «In un momento cruciale per tutto il mondo delle costruzioni, ogni allarmismo è inutile».

«I numeri», continuano i tre presidenti, «espressi dall’Osservatorio della cassa edile sono in realtà incoraggianti, non lontani da quelli dello scorso anno con una riduzione effettiva, sul periodo ottobre/aprile di quest’anno rispetto all’analogo dello scorso anno di circa il 4%, e circa 30 operai in meno: su quasi 3000 addetti è confortante. Questo non ci deve bastare, ma sappiamo che la Cassa Edile è una realtà solida – con riserve per milioni di euro – che sono serviti a sostenere molti operai anticipando risorse per oltre 1,3 milioni; nonostante le difficoltà, infatti, negli ultimi due anni i versamenti delle imprese, soprattutto locali, sono cresciuti e le prospettive di consolidare la crescita sulla scia dei mondiali, delle Olimpiadi e dei cantieri Vaia, prima del Covid erano una certezza».

«Proprio i cantieri legati a Vaia, grazie alle scelte positive della Regione in linea con quanto più volte auspicato dalle nostre associazioni, hanno sostenuto il lavoro delle imprese locali contribuendo a limitare i ribassi e dando garanzia sull’esecuzione dei lavori», proseguono. «Oggi rilanciare questa politica, alla luce degli effetti del recente blocco, è più che mai prioritario contro gare indiscriminate, dove la logica del ribasso ad ogni costo getta ombre minacciose sulla sostenibilità dei lavori stessi. Anche per questo il Tavolo costituito in prefettura proprio per il monitoraggio dei cantieri legati ai grandi eventi deve essere supportato da tutte le Parti Sociali affinché porti avanti il suo lavoro con rigore ed efficacia».

L’edilizia privata ha bisogno di nuovi strumenti operativi e le promesse governative per una nuova fiscalità, anche tramite il nuovo eco e sisma bonus al 110%, si devono concretizzare al più presto, in modo funzionale al ruolo di traino che questo settore rappresenta per tutta l’economia.

«In questi mesi molte imprese hanno dimostrato la propria disponibilità anticipando la cassa integrazione e hanno dovuto sostenere i costi di adeguamento ai protocolli anti-Covid spesso superando le proprie capacità di spesa; in questo contesto le accuse gratuite non sono accettabili: l’impresa non deve e non può sostituirsi agli istituti previdenziali», dicono ancora. «Dovremmo allora preoccuparci di garantire maggiori risorse, abbassare il costo del lavoro, garantire pagamenti in tempi certi e regole che non permettano ribassi in gara su prezzi già fuori mercato. Proprio le misure di sicurezza anti-Covid sono oggi una priorità, ma bisogna essere realisti sugli strumenti perché prima dei comitati, viene la sicurezza, quella che ogni giorno titolari e maestranze, ognuno per la propria parte, devono concretizzare nei cantieri: ogni incidente è infatti una potenziale condanna penale che pende sul titolare dell’impresa. La sicurezza, è stato detto più volte, è per noi imprese una priorità. Ogni situazione “anomala”, ogni cantiere che non applica il contratto e non paga la cassa edile, ogni lavoro fatto senza sicurezza è concorrenza sleale su cui tutti siamo chiamati a vigilare e denunciare». Le categorie ricordano poi che gli enti bilaterali edili nascono sulla scia della volontà di garantire formazione, sicurezza e servizi ai lavoratori.

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