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domenica 27 Settembre 2020,

Che fine hanno fatto le 10 assunzioni previste per il 2020? Organico di Veneto Strade all’osso

La denuncia di Alessandra Fontana, segretaria generale Filt Cgil Belluno.

Che fine hanno fatto le 10 assunzioni previste per il 2020? È quello che si chiede Alessandra Fontana, segretaria generale Filt Cgil Belluno, in merito alla situazione del personale di Veneto Strade. Un organico sempre di più ridotto all’osso. «L’anno scorso, dopo quasi una decina d’anni, abbiamo avuto 5 assunzioni, decisamente troppo poche per coprire anche solo i pensionamenti di un semestre», spiega la Fontana. «Quest’anno a febbraio abbiamo sottoscritto con l’azienda un protocollo che prevedeva, per Belluno, l’assunzione di 10 persone in strada nel 2020. Pareva l’inzio di un nuovo confronto, di un piano industriale che avrebbe permesso, negli anni, di rilanciare l’attività dell’azienda della viabilità provinciale. Peccato però che, ad estate inoltrata, ancora non se ne sappia nulla. Perché? Pare manchi l’autorizzazione da parte della Regione Veneto. Francamente troviamo vergognoso e non più sostenibile questo ritardo nelle assunzioni, le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti».

Insomma, i lavoratori di Veneto Strade sono rimasti sempre meno, tanto da dover accorpare le squadre tra loro perché ormai formate da un unico componente. «Da anni denunciamo come, a fronte dei numerosi e continui pensionamenti (le lavorazioni in strada rientrano infatti tra quelle gravose) manchi un reale piano di assunzioni che permetta il normale turn over occupazionale», incalza la segreteria della Filt. «I chilometri di strada sono sempre gli stessi, il personale ormai è ridotto al minimo e, malgrado le rassicurazioni della Regione sull’importanza di mantenere il modello Veneto strade, assistiamo, nei fatti allo scivolamento verso un modello di appalti sempre più spinti all’esterno. Va da sé infatti che non potendo garantire le lavorazioni con il proprio personale, Veneto Strade è costretta ad affidare le operazioni ordinarie (sfalci in estate, sgombero neve in inverno) a ditte in appalto. Così non va. Pretendiamo un piano industriale da parte della Regione, proprietaria di maggioranza della società».

«Se davvero il progetto è quello di tutelare la buona occupazione e il buon lavoro servono assunzioni immediate e un piano di assunzioni straordinario a medio e lungo termine», continua Fontana. «Serve la reinternalizzazione delle troppe attività date all’esterno; servono mezzi; servono squadre non minime ma realmente operative; serve una riorganizzazione dell’attività in strada concertata con le organizzazioni sindacali e non imposta da ordini di servizio fondati sull’emergenza. Se invece le scelte sono altre si abbia il coraggio di ammettere che il modello Veneto Strade non esiste più e che ha vinto un modello organizzativo legato agli appalti e alle esternalizzazioni delle attività, con il mantenimento solo del controllo della tratta. Non ci piace questo modello che temiamo porterà all’asfissia la nostra Provincia, privandola dell’ossigeno della viabilità efficiente (laddove ancora preziosamente la custodiamo), ma faremo comunque la battaglia per la tutela dei lavoratori e per la gestione degli appalti».

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